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Lamezia Terme – Dopo l’annuncio dell’evento che i consiglieri Rosario Piccioni e Aquila Villella hanno organizzato per il prossimo 23 giugno, dal titolo “Parole Parole Parole”, durante il quale faranno il punto ad un anno dell’insediamento dell’Amministrazione Mascaro, proprio il primo cittadino, con un post apparso sul suo profilo Facebook, ha commentato così l’iniziativa:

“Mentre lavoro sento una macchina che gira per la città pubblicizzando un incontro pubblico che si terrà il 23/06; in vari punti della città vedo volantini che pubblicizzano il medesimo incontro; sui muri della città tanti manifesti per pubblicizzare sempre lo stesso evento.
Chi ha distrutto per dieci anni la città conducendola per mano al pre-dissesto conclamato (che il mio coraggio sta cercando di evitare) ha la faccia tosta, con il solito arrogante ed offensivo comportamento del professorino radical-chic, di dire che in un anno si sono fatte "parole, parole, parole".
Caro Consigliere ed ex Assessore, hai tante responsabilità politiche che i soldi che stai buttando per pubblicizzare l'evento avresti fatto bene a darli a quel Comune che hai, anche Tu, condotto alla rovina.
Per il resto, stai tranquillo: alla mia città riferirò io ciò che ho fatto (tanto) in questi mesi; ovviamente Tu non puoi saperlo: sei troppo preso dal saccente modo di fare di una vecchia politica già spazzata via dal voto popolare e sempre più lontana dai desiderata della gente che vuole dai suoi amministratori solo lavoro e serietà.
A proposito: riferisci anche che dal giugno del 2015 tra le spese di rappresentanza del Comune non vi sono più i caffè prelevati dal distributore posto nel Palazzo di Città (strano ma vero: prima erano spesa di rappresentanza!) né vi sono più le spese di noleggio dell'autovettura del Sindaco (strano ma vero: vi era anche questa spesa!).
Riferisci che Lamezia è uscita dall'incubo, dal Vostro incubo.
Le altre cose le riferirò io.
Anzi, dimenticavo: dai anche una scusa credibile del perché avete fatto sparire dai residui 14.000.000 di euro di debito acqua. Dicevano bene alcuni: alla vergogna non c'è mai fine”.

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