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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la nota del professore Francesco Mastroianni, candidato nella lista Lamezia Unita – Mascaro Sindaco, che interviene sulla questione delle nuove nomine del sindaco Mascaro in Giunta. “Avevamo promesso la rivoluzione culturale, - scrive - ma in quattordici mesi i soli  segni  visibili di rivolta morale, in un paese in cui non si dimette mai nessuno, sono stati le dimissioni degli assessori Francesco Caglioti e Chiara Puteri”. “Le dimissioni dei due assessori di maggior peso, - aggiunge - peraltro scelti direttamente dal Sindaco in rappresentanza delle liste civiche che a lui facevano riferimento anche nel nome,  avrebbero dovuto aprire un serio  dibattito all’interno di tutta la coalizione alla quale gli elettori hanno affidato il compito di amministrare  la città dopo decenni di disastri provocati dalle amministrazioni di centrosinistra,  spesso trasversalmente sostenute ; invece non c’è mai stata nemmeno una riunione congiunta per discuterne. Le ultime nomine decise dal Sindaco per sostituirli, così come quella alla Lamezia Multiservizi, non è chiaro da chi, a quale titolo e con quali criteri proposte, sembrano confermare un modo di operare al quale il progetto costruito insieme a Paolo Mascaro voleva essere alternativo. Al di là delle persone fin qui chiamate a ricoprire ruoli nella Giunta e nelle società partecipate, quando si costruisce una squadra prima si fissano gli obiettivi e i modi di operare e poi si scelgono gli uomini adatti allo scopo. Oggi in città sembra non essere cambiato nulla: le strade continuano ad essere delle discariche; gli uffici fanno registrare la stessa inefficienza; la cultura, il settore dove per primo sarebbe potuto essere evidente il cambiamento, è rimasta un feudo della cosiddetta sinistra che continua a somministrare manifestazioni e spettacoli  radical-chic, quasi sempre di basso livello”.

“Molti fra i promotori e i  candidati della lista  Lamezia Unita – Mascaro Sindaco,  - prosegue - abbiamo chiesto invano che si coinvolgessero tutti coloro che avessero idee e che fossero disponibili a lavorare,  senza alcun compenso,  e  che  per l’assegnazione di incarichi  e ruoli si stabilissero dei criteri che fossero validi sempre e non adattati alle convenienze.  Invece tutto sembra essere  stato accentrato nelle mani di alcuni consiglieri comunali,  i quali sembrano aver dimenticato che il risultato elettorale è stato costruito soprattutto  dagli oltre duecento candidati non eletti e dai tantissimi cittadini che si sono impegnati a sostenere loro e il candidato sindaco. Abbiamo chiesto al Gruppo consiliare di Lamezia Unita un’apposita riunione, ancora più necessaria dopo che lo stesso si era spaccato al momento del voto sul bilancio, con le due consigliere favorevoli e il capogruppo che aveva preferito assentarsi,  ma non abbiamo avuto risposta; allora abbiamo chiesto al Sindaco di convocare lui una riunione, ma ci è stato risposto che lui non vuole intromettersi nelle scelte interne delle liste. Peccato! Perché “Lamezia Unita – Mascaro Sindaco” e  “Paolo Mascaro Sindaco” non sono due liste di partito ma sono nate come diretto riferimento del candidato sindaco. Proprio queste  avrebbero dovuto rappresentare la novità e il motore dell’Amministrazione,  invece esse, nonostante il successo elettorale,  non hanno più rappresentanza nella Giunta e  buona parte di coloro che avevano contribuito a formarle sono stati emarginati  insieme alla quasi totalità dei  candidati  non eletti di tutte le liste. Noi crediamo – conclude - ancora nella validità del progetto che abbiamo contribuito a costruire; crediamo ancora che Paolo Mascaro sia un instancabile lavoratore che ama Lamezia, dubitiamo però che il progetto possa realizzarsi con questi metodi. Le idee camminano con le gambe degli uomini e non possono aver fortuna se a realizzarle vengono chiamati uomini che, anche quando professionalmente validi,  hanno una concezione della politica incompatibile con quelle idee”. 

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