
Lamezia Terme - Il consigliere comunale Rosario Piccioni interviene, in una nota, in merito alla proposta di concedere l’utilizzo di Palazzo Blasco all’Università Telematica Pegaso. “Arriva una proposta di delibera - informa il consigliere Piccioni - presentata da un dirigente per concedere per tre anni l'utilizzo a titolo oneroso di Palazzo Blasco all'Università Telematica Pegaso. Quindi, sentiti i giusti rilievi espressi dal segretario generale comunale, la giunta blocca tutto e rinvia la proposta agli uffici per ‘ulteriori approfondimenti’. Il tutto messo per iscritto nella delibera n.329 del 20 ottobre 2016 che tutti i cittadini possono consultare sull'albo pretorio. È chiaro a tutti che nessun dirigente si sognerebbe di far arrivare in giunta la proposta di assegnazione di un immobile comunale ad un ente che non è un'associazione no profit ma un ‘privato’ e con fini di lucro, senza averne parlato prima con l'assessore al ramo o con il Sindaco. Significa allora che qualcuno ha forzato la mano per accelerare i tempi in modo che tutto l'iter si svolgesse nel segreto delle stanze senza la minima discussione su come utilizzare un bene pubblico di grande valore per la nostra comunità. E ha cercato di costruirsi uno schermo, nascondendosi dietro un dirigente”.
“Chi come me ha avuto l'onore di amministrare la città - prosegue Piccioni - sa bene che l'iter per assegnare spazi, anche a realtà associative con importanti finalità sociali, è piuttosto complesso visto anche il gran numero di richieste che giungono ogni giorno da parte di tante associazioni. Com'è possibile che per l'Università Pegaso ci siano voluti solo tredici giorni tra la presentazione della richiesta da parte dell'Università e il tentativo di via libera da parte della giunta? Stiamo parlando di un Palazzo Storico della città, riqualificato negli anni scorsi dalla precedente amministrazione, dove per anni ha avuto sede la Facoltà di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nel massimo rispetto per le finalità di una realtà come l'Università Telematica Pegaso, un bene di grande valore storico e culturale per la nostra comunità non può essere affidato senza una minima discussione, né a livello politico né tra le realtà culturali e associative cittadine”.
“Non è scandaloso che i beni pubblici vengano affidati all'utilizzo di soggetti privati - sottolinea il consigliere di Lamezia Insieme - come giustamente sottolineato la segretaria generale Chirico nel suo parere, un'amministrazione è tenuta ad osservare criteri di trasparenza, imparzialità e par condicio. Canoni che non erano assolutamente stati seguiti nella procedura che nel giro di nemmeno due settimane stava portando l'amministrazione Mascaro ad affidare per tre anni Palazzo Blasco a un privato. Bene ha fatto la segretaria generale a fermare un iter simile a un ‘blitz amministrativo’, per fortuna non riuscito. Ma, oltre i giusti rilievi sottolineati dalla segretaria Chirico, vorremmo sapere la linea politica dell'amministrazione Mascaro riguardo all'utilizzo di Palazzo Blasco e in genere all'utilizzo degli spazi comunali”.
Quello che emerge da questa scelta, secondo Piccioni “è incomprensibile”. “Con tante scuole pubbliche cittadine - conclude Rosario Piccioni - che sono obbligate a rifiutare le iscrizioni per limiti di spazio o costrette ad ammassare tanti alunni in una sola classe, ha senso concedere una struttura come quella di Palazzo Blasco in via esclusiva ad un'Università privata? Proprio nei giorni scorsi il dibattito pubblico si è concentrato sulla sicurezza nelle scuole. Basti pensare proprio al vicino Istituto Don Milani di San Teodoro. Ecco Palazzo Blasco potrebbe essere una struttura straordinaria a disposizione delle scuole cittadine: quelle pubbliche e non certamente quelle private. Il passo indietro a cui è stata costretta l'amministrazione Mascaro porti a rivedere la scelta e a una discussione condivisa su come riaprire le porte di Palazzo Blasco mettendolo a disposizione della comunità.
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