
Lamezia Terme - Quattro mani, due penne, un libro per raccontare un’unica storia: l’evoluzione della ‘ndrangheta vista dagli occhi di padre e figlia, a distanza di trent’anni. Ha aperto la seconda giornata di Trame.10 Anna Sergi, con il volume scritto a quattro mani con Pantaleone Sergi, impreziosito dalla prefazione di Enzo Ciconte. "Mutano le frontiere degli interessi criminali - osserva Sergi -. E insieme a loro i linguaggi mafiosi e i mezzi attraverso i quali divulgare la cultura malavitosa". Francesco Petruzzella, Calogero “Gery” Ferrara e Nello Trocchia, pongono l’accento sui neomelodici di ultima generazione che inneggiano alle mafie, in particolare sulle ragioni della loro popolarità, sulle connessioni col mondo della politica e sulla compenetrazione tra la cultura napoletana e quella palermitana. Ai messaggi di odio diffusi dalla musica, sul palco di Trame si contrappongono i messaggi positivi dei testimoni dell’Associazione Antiracket Lamezia e del progetto Mani Libere in Calabria. Si tratta di imprenditori calabresi vittime di estorsioni, ricatti e minacce, che hanno deciso di denunciare e non piegarsi al racket. Storie fatte di paure e coraggio, esempi di forza e legalità.
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Di resilienza e Calabria si è parlato anche nell'appuntamento con Giuseppe Provenzano (già Ministro per il Sud), Raffaela Milano (Save The Children) e i giornalisti Giuseppe Smorto e Giovanna Vitale. Il sud-Italia, tra bellezze e involuzioni, diritti negati e potenzialità, realtà positive e contesti degradanti, una costante contraddizione in termini sempre ignorata dagli interessi della politica e spesso accompagnata da scelte sbagliate in cabina elettorale: su questo riflettono gli ospiti sul palco. Un divario forse incolmabile quello maturato nel tempo rispetto al resto del Paese. Ma il sud, storicamente, non è solo mafia. A ricordarlo sono Danilo Chirico, Enzo Ciconte e Nuccio Iovene, sottolineando l'importanza della memoria dell’antindrangheta, fatta di moti sociali, battaglie, percorsi di lotta e attori. Una memoria da avvalorare e da cui ripartire, per non ripetere gli stessi errori. Un fenomeno, quello dell’antindrangheta, cresciuto accanto alla ‘ndrangheta stessa e che nel libro di Chirico viene rivendicato ed esaltato. La seconda giornata di Trame.10 si è conclusa con la proiezione della docu-inchiesta “Il Superlatitante” a cura di Nello Trocchia e Giovanni Tizian, sulle tracce de “il grande assente” Matteo Messina Denaro, il cui arresto potrebbe scompaginare l’intero sistema.
Gli eventi in programma per venerdì 3 settembre
I tentacoli della ‘ndrangheta sulle bellezze calabresi: ad aprire la terza giornata di Trame.10 Festival dei libri sulle mafie è il caso dell’ex villaggio Valtur di Nicotera Marina, sito di grande interesse architettonico e paesaggistico che ospita il giardino realizzato da Pietro Porcinai, il più grande paesaggista italiano del ‘900, chiuso da dieci anni e sul quale si erano spostati gli interessi criminali, come emerso nel maxiprocesso Rinascita-Scott.
A partire dalle 19:30, una riflessione sulle vittime innocenti di ‘ndrangheta con Giovanni Tizian e Deborah Cartisano, seguito dal reading dedicato alla strage dei due netturbini lametini Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, che segnò drammaticamente la storia della città. Per restituire loro dignità e giustizia, è stata lanciata una raccolta firme, con lo scopo di chiedere la prosecuzione delle indagini. Si parla ancora di resistenza e territori, alle 20:30, con Gianni Speranza, Emanuela Gemelli e Giulia Migneco. Protagonista il libro “Una storia fuori dal comune” dell’ex sindaco di Lamezia Speranza. Conclude la terza giornata il rapper che insegna hip hop in carcere e canta di ‘ndrangheta, Kento, con il suo ultimo libro “Barre”.
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