
Lamezia Terme - "Alla mobilitazione promossa da USB Sanità Calabria, davanti al presidio ospedaliero di Lamezia Terme “Giovanni Paolo II”, in via Senatore Arturo Perugini, si è unito anche un gruppo di docenti di alcune scuole del territorio. Una presenza spontanea e indipendente, composta da insegnanti non legati ad alcuna sigla sindacale, ma accomunati dalla volontà di dare voce a una categoria troppo spesso dimenticata dalle politiche governative" è quanto si legge in una nota.
"La mobilitazione, arricchita anche da un concreto momento di cittadinanza attiva attraverso un corso di BLS (Basic Life Support) tenuto da un operatore sanitario qualificato, ha rappresentato un'importante occasione di partecipazione, solidarietà e responsabilità collettiva. I docenti - precisano - hanno scelto di esserci per denunciare le difficoltà di un mondo della scuola sempre più trascurato: stipendi tra i più bassi d'Europa, carovita e aumento dei costi dei carburanti, precariato diffuso, riduzione delle risorse della Carta del docente, edifici scolastici spesso fatiscenti e finanziamenti insufficienti per la ricerca, l'istruzione e la cultura".
"Dietro questa presenza c'è una convinzione precisa: la scuola pubblica è un bene comune, un pilastro della democrazia e il luogo in cui si formano le menti e le coscienze delle future generazioni. Non si può chiedere qualità e responsabilità agli insegnanti senza garantire loro dignità professionale, economica e condizioni di lavoro adeguate. L'adesione spontanea al presidio sanitario vuole testimoniare che le battaglie per la tutela dei servizi pubblici non possono restare separate. Scuola e sanità sono due pilastri fondamentali della società: indebolirle significa compromettere i diritti e il futuro di tutti. La scuola c'è, i suoi lavoratori ci sono e non intendono restare in silenzio. Perché difendere la scuola pubblica significa difendere il futuro di tutti".
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