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Lamezia Terme – Un sovraccarico di funzioni dirigenziali pur in mancanza di competenze tecniche. È questo il motivo principale che sta alla base dello sciopero indetto dalle due dirigenti del comune di Lamezia Terme Nadia Aiello e Alessandra Belvedere, affiancate dalle organizzazioni sindacali Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fpl. A loro non si è unito il terzo dirigente, Salvatore Zucco, alla guida del corpo della polizia locale, dei servizi sociali e istruzione, che tramite un’email ha fatto sapere che non avrebbe aderito allo sciopero indetto per la giornata ordierna. 

Le organizzazioni sindacali, nelle figure di Bruno Ruberto (Uil-Fpl), Giovanna Folino Gallo (Cgil-Fp) e Giuseppe Chirumbolo (Cisl-Fp) insieme con le dirigenti hanno spiegato i motivi che hanno portato alla proclamazione dello sciopero, e in particolare Folino Gallo precisa: "Abbiamo proclamato anche in precedenza lo stato di agitazione ma non abbiamo avuto nessun esito da parte di chi doveva ascoltare le nostre istanze, ci sono stati degli incontri in sede prefettizia, siamo stati convocati e poi abbiamo avuto un incontro con il segretario generale ma questo non ha sortito alcun effetto, c’è stata una chiusura completa da parte della commissione straordinaria, la quale non ha dato alcuna risposta e né tantomeno si è fatta sentire in merito alle problematiche che abbiamo posto". I dirigenti in questione, hanno denunciato una grave situazione lavorativa, che li sommerge di un eccessivo carico di lavoro e che gli rende impossibile continuare a lavorare in queste condizioni e aggiunge: "Si pensi che sono solo tre dirigenti e devono caricarsi di un lavoro che conta di 10 settori più 4 unità operative autonome, e questi carichi lavorativi non sono equamente distribuiti, quindi si evince che c’è un disagio e un malessere dei dirigenti, noi siamo stati costretti come organizzazione sindacale a proclamare questo sciopero nella speranza che si apri qualche spiraglio”. Mentre Ruberto Bruno rimarca nuovamente i problemi reali che sono alla base dello stato di agitazione: “Mancanza di direttive, mancata approvazione del peg, dei piani della performance, tutto quello che concerne l’aspetto tecnico della vertenza, diciamo che alla base c’è un sopraccarico di funzioni dirigenziali che oggi ancora, nonostante una certa apertura che abbiamo dato come organizzazioni sindacali la commissione straordinaria non ha fatto passi avanti”.

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Le dirigenti, dal canto loro, hanno denunciato di doversi occupare di settori dei quali non hanno le qualifiche, un’anomalia alla quale sono giornalmente soggette in quanto il comune di Lamezia Terme non ha attualmente dei dirigenti con funzioni e competenze tecniche, questo apparato dirigenziale sta sopperendo a questa carenza, un vero e proprio aspetto di “incompetenza della funzione”.

Nadia Aiello racconta quello che giornalmente si trova ad affrontare: “Il carico di lavoro che è stato assegnato a noi dirigenti in servizio è tale che io e la collega Belvedere siamo chiamate a svolgere le funzioni dirigenziali di tre dirigenti, per numero di settore a noi attribuito perché ne abbiamo da gestire circa 7 a testa”. Definisce, “frustrante” la loro situazione perché “Io sono a capo di 7 settori, di cui 6 sono tecnici, con la mia laurea in economia e il mio profilo di dirigente amministrativo-contabile, non ho alcun titolo tecnico per gestire i settori dell’urbanistica, il psc, la programmazione dei lavori pubblici, i cantieri delle nuove opere, le manutenzioni sia stradali che degli immobili comunali - e aggiunge - sono dirigente anche dell'ambiente, della protezione civile e del verde, dei sistemi informativi e per ultimo del personale e ammette - è  frustante perché non si è propositivi e non si riesce a confrontarsi con i collaboratori tecnici ed è dequalificante quando si presenta un’utenza esterna come un architetto o un ingegnere e non trovano davanti a loro un interlocutore titolato, questo fa si che l’immagine del comune sia lesa, che il servizio non sia reso come dovrebbe, e che ci sia un impoverimento complessivo”. Alessandra Belvedere conferma la posizione espressa dalla collega: “La nostra presenza comporta ed esprime una tenacia, e un tenere a questo nostro territorio che per il nostro ruolo significa essere al servizio del territorio nel giusto equilibro e nella giusta dimensione che le norme pretendono, disciplinano e consentono”.

Antonia Butera

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