
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del medico Vittorio Emanuele al Commissario della Sanità della Regione Calabria, Scura:
"Caro Commissario,
non posso non nasconderLe, a preludio di queste mie poche righe, la difficoltà oggettiva di scrivere in merito a problematiche sanitarie ad un ingegnere chimico. Non mi perderò in giri di parole e neanche in equivoci letterari, la domanda che già si è insediata nel suo encefalo è presto evasa: si, è vero, sono il “SOLITO” precario della sanità calabrese che si chiede PERCHE’ dopo quasi 11 anni di carriera NON gli sia stato riconosciuto il diritto, dopo 2 concorsi nazionali vinti, di essere trattato come TUTTI gli altri suoi “Colleghi” Italiani e dopo il suo ultimo decreto (n.87 del 11/8/15), di essere discriminato anche nei confronti dei colleghi Calabresi. Si! perché io appartengo alla serie D dei Medici precari, quelli del Policlinico Universitario “Mater Domini” di Catanzaro.
Non è servito a niente, nel 2009, vincere il concorso (medicina interna) bandito dall’ASP di Cosenza mentre ero in servizio da 4 anni (fra reparto di medicina e pronto soccorso) senza soluzione di continuità PROPRIO in quella azienda. Viene assunto solo il N.1 in graduatoria, nonostante decine di precari nella stessa area, della stessa azienda. In Calabria si fa così. Non è servito a niente, nel 2012, vincere il concorso (cardiologia) bandito da ASP di Matera mentre ero in servizio nella più grande Cardiologia Calabrese da diversi anni. Si assumono i primi 2, poi si fanno trascorrere 3 anni e una volta scaduta la graduatoria (marzo 2015) si apre (il mese dopo) una bella Mobilità Interregionale per lo stesso reparto. In Basilicata, si fa così. In effetti devo accettare il fatto di NON essere una risorsa appetibile per la Regione Calabria o Basilicata.
Nato nel 1974 a Lamezia Terme, famiglia umile, diploma di compimento inferiore di pianoforte principale nel 1990, licenza scientifica nel 1993, laurea nel 1999 con massimo dei voti e con due sessioni di anticipo; prestigioso assegno di ricerca nel 2001 presso il Policlinico di Amsterdam ottenuto dopo aver presentato (VIA EMAIL) un originalissimo progetto di ricerca; vincitore nel 2004 del Dottorato di ricerca in BioInformatica (il primo indetto in Italia, Commissione del Politecnico di Torino) a cui mi viene NEGATA iscrizione per mancato Nulla Osta del Rettore (S. Venuta) senza alcuna motivazione (chiesta invano con tanto di lettera protocollata); specializzazione in Medicina
Interna con lode nel 2005; master II Livello con lode in Terapia Intensiva Cardiologica nel 2011. Columbia University a New York ed Academic Medical Center ad Amsterdam sono solo alcune delle strade che HO DECISO DI NON INTRAPRENDERE. Ho preferito, nonostante tutto e tutti, il sistema sanitario Calabrese, AL SUD, perché AMO la mia famiglia, AMO le mie origini, AMO la mia terra. Ho sempre pensato che diventi davvero “qualcuno” SOLO se ci riesci DOVE sei nato, CON e soprattutto PER le persone insieme alle quali hai vissuto. Negli ultimi 10 anni, due cose hanno sempre accompagnato questa mia scelta: lo stipendio che è rimasto base ed immutato, da quando (2005) il Diesel costava 1 euro/L (dati del Min Svil Econ) e la passione per il lavoro svolto sempre e comunque in abbondante e gratuita eccedenza di ore (dati Direzione Sanitaria, con oltre 100 giorni di ferie non godute).
Ovviamente e ho concluso, insieme alla domanda “ma chi è ?” l’altra che si sarà immediatamente posta nella sua mente è “ma che vuole ?”. Caro Ing. Commissario, qui devo deluderLa; NON voglio sapere QUANDO sarò assunto o quando potrò comprare una lavatrice a rate SENZA LA FIRMA di Mia Moglie (che è di Ruolo) e, a ripensarci bene, NON voglio sapere neanche PERCHE’ non sono stato assunto in questi anni. Sono domande, purtroppo, a cui penso di saper dare risposte. Quello che voglio è NIENTE, quello che voglio è solo esprimerLe lo sconforto, il senso di discriminazione, la delusione, il disagio, la tristezza e il rammarico che ho provato in questi anni nei quali IO SI HO AVUTO l’onore, DI SERVIRE, la mia Regione, I MIEI MALATI; IL MIO SUD. Nel salutarla, invito Lei e le Autorità che (forse) mi leggono in copia a usare i sentimenti di cui sopra quale chiave di lettura per comprendere la tragedia sociale che si sta consumando al Sud Italia".
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