
Lamezia Terme – Continuano le proteste contro il carovita in Calabria. Questa mattina gli studenti lametini hanno raggiunto gli autotrasportatori in presidio permanente lungo la strada statale, nei pressi dell’aeroporto di Lamezia Terme, dove da giorni sono fermi con i loro mezzi, tra furgoni, camion e Tir. I ragazzi delle scuole superiori della città si sono uniti alle manifestazioni pacifiche che da settimane interessano la Calabria, dove cresce la mobilitazione contro il caro vita e l’aumento dei costi. Un nutrito gruppo di studenti ha raggiunto la zona sventolando bandiere dell'Italia e della pace e mostrando cartelli contro il caro carburante e il carovita. A guidare il corteo, lo striscione "Il futuro non si vende, ma si difende", seguito da numerosi cartelli che riportano le rivendicazioni degli studenti. "Più fondi per l’istruzione, non per la distruzione" e "La Calabria continua a combattere" sono alcune delle frasi esibite dai ragazzi, che chiedono "un futuro accessibile, non un presente insostenibile".
Tra le principali istanze della protesta c’è proprio la richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione. Gli studenti non restano indifferenti di fronte alle difficoltà che stanno interessando la Calabria e il resto del Sud, tra scaffali vuoti, soprattutto nei reparti ortofrutticoli, e rincari del carburante e dei prodotti di vario genere. A pesare è anche l’aumento dei costi dei trasporti, che grava in particolare sui pendolari costretti a raggiungere quotidianamente la città dai centri montani e collinari del Lametino. Una protesta pacifica che continua a portare le rivendicazioni di studenti, autotrasportatori e agricoltori lungo la statale, animata dai colori del tricolore, da canti e inni. L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle istituzioni e della politica, a livello regionale e nazionale, sulle difficoltà economiche che colpiscono famiglie, lavoratori e giovani.

"Divise diverse, stessa lotta"
I ragazzi di diversi istituti lametini hanno voluto far sentire con striscioni e slogan la vicinanza del mondo della scuola a un settore in ginocchio. "Non è solo una protesta di categoria - dichiarano alcuni ragazzi del Polo Liceale Campanella Fiorentino - è una questione che riguarda tutta la società. Se l'agricoltura crolla, crolla il nostro territorio, la nostra storia, il nostro futuro. Noi come giovani non potevamo restare a guardare. Abbiamo studiato sui libri la crisi del lavoro e l'importanza del territorio, oggi purtroppo l’abbiamo dovuta affrontare di persona. Essere qui è il nostro modo di dire che ci siamo, che non siamo indifferenti. Gli agricoltori, impegnati da giorni nel presidio, hanno accolto con commozione il supporto degli studenti. Applausi, strette di mano e un lungo confronto tra generazioni che vivono, in modi diversi, la stessa precarietà e la stessa voglia di futuro. La manifestazione si è svolta in modo pacifico e ordinato, senza blocchi totali alla circolazione, ma con un forte impatto simbolico".
"Non è giusto parlare di Cicerone mentre chi manda avanti il Paese è piegato"
"Non è giusto rimanere in classe a parlare di Cicerone, mentre chi manda avanti il nostro Paese è piegato". È da questa consapevolezza che nasce la mobilitazione degli studenti lametini, che hanno scelto di scendere in piazza per esprimere solidarietà ai lavoratori e denunciare le difficoltà economiche che colpiscono anche le famiglie e il mondo della scuola. "Non potevamo rimanere fermi, zitti, attoniti", scrivono i ragazzi, richiamando i sacrifici di padri, nonni e zii e le conseguenze di una crisi che rischia di compromettere il futuro di un intero territorio. Siamo stanchi di vivere in una Calabria trattata da colonia interna", è una delle frasi più dure della loro dichiarazione. Una denuncia che si allarga alle difficoltà di accesso alle cure, ai costi dei libri scolastici e alle rinunce a cui sono costretti alcuni studenti, persino quando si tratta di partecipare a una gita scolastica. La critica si rivolge anche alle istituzioni, accusate di non dare risposte alle difficoltà del territorio: "Dal governo? Silenzio. Dalle istituzioni locali? Peggio!".
Gli studenti rivendicano inoltre il carattere spontaneo della protesta: "Siamo scesi in piazza senza sigle di partito, senza sindacati alle spalle". Una mobilitazione nata dall'iniziativa dei ragazzi stessi, che hanno deciso di unire le forze dopo le prime giornate di sciopero organizzate separatamente nei diversi istituti. Il loro messaggio si chiude con un appello alla partecipazione, che oggi li porta ha portati a aggiungere il presidio dei camionisti a Sant'Eufemia: "È doveroso unirsi alla causa, è tradimento non farlo".









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