
Lamezia Terme - Doveva arrivare anche a Lamezia Terme, davanti alla stazione centrale, la protesta "No Green pass", a seguito dell'appuntamento lanciato sulla chat Telegram "Basta dittatura" in 54 scali ferroviari italiani, compreso appunto quello della Piana lametina. Scalo ferroviario più importante della regione e snodo tra Tirreno e Ionio. Già, doveva. Il tam tam sui social e per mezzo di altri canali, infatti, non ha prodotto alcun "risultato" in termini di presenza. Di manifestanti contro il certificato verde nemmeno l'ombra. La stazione centrale lametina - presidiata da agenti di polizia, col supporto di alcune gazzelle dei carabinieri a fare da ronda in un vasto raggio d'azione - non è stata teatro di nessuna rimostranza contro il Governo e contro l'uso obbligatorio da oggi del Green pass. Dalle 14 e fino alle 16, orario clou indicato con tanto di annunci, si è registrata solo la presenza, di forze dell'ordine e giornalisti, e di tanti passeggeri in partenza e in arrivo. Molti vacanzieri e pendolari. Ingressi ordinati e tutti sottoposti a controlli dal personale Fsi, coadiuvato dai poliziotti. Una "delusione" per chi si aspettava chissà quale ondata di protesta.
Flop anche nel resto del Paese
E anche nelle altre città dove era prevista la protesta, secondo i resoconti nazionali, le manifestazioni sono state un flop. Poche persone, si legge sulle agenzie, al massimo qualche decina, stanno partecipando alle manifestazioni. Un'iniziativa che si sta rivelando un flop, anche secondo numerosi commenti pubblicati in queste ore su "Basta dittatura!". Commenti delusi da Brescia, Firenze, Bergamo, Riccione, Termoli, Trento e via via a scendere lungo lo Stivale. Solo forze dell'ordine e giornalisti a scrivere di una protesta fallita che si è via via sgretolata perdendo di consistenza.
A.C.




© RIPRODUZIONE RISERVATA