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Lamezia Terme – Gli studenti dell’IPSSAR “Luigi Einaudi”, dopo l’entusiasmo iniziale per l’inizio del nuovo anno scolastico, in presenza, tracciano un primo bilancio. In particolare, a creare disagi per gli alunni, soprattutto pendolari, è la doppia turnazione. Ad una lettera aperta gli studenti affidano le loro preoccupazioni. “Passati gli ultimi due anni scolastici caratterizzati in grandissima parte dallo svolgimento delle attività didattiche a distanza, situazione che ha causato gravi disagi a livello sociale e psicologico privandoci anche e, forse soprattutto, del gusto di stare insieme, noi studenti eravamo felici di poter ricominciare la “nostra” scuola in presenza seppur con le precauzioni che l’attuale situazione epidemiologica comporta. Ma, ahinoi! Quattro giorni prima del suono della campanella, ecco in agguato la brutta sorpresa: il Prefetto di Catanzaro dispone ‘un’articolazione dell’orario di ingresso ed uscita dalle scuole secondarie di secondo grado in due turni, distanziati di due ore l’uno dall’altro’. La doppia turnazione (8:00- 14 e 10-16), specialmente per gli istituti tecnici e professionali che prevedono 32 ore di lezione a settimana, è improponibile e deleteria per gli studenti per una serie di motivi”. È quanto si legge nella lettera. 

Gli studenti spiegano poi le loro ragioni: “Come accaduto l’anno scorso, i pullman non servono tutti gli studenti nelle fasce orario previste dai doppi turni così, davanti agli edifici scolastici o sui marciapiedi, si formano pericolosi assembramenti. Infatti, i ragazzi che dovrebbero entrare alle 10 sono costretti a prendere i pullman delle otto e attendere le dieci per fare ritorno a casa con i mezzi delle 18. Una situazione del genere è insostenibile e altamente discriminatoria: molti studenti pendolari che devono necessariamente utilizzare i mezzi di trasporto pubblici sarebbero costretti a restare fuori casa più o meno dieci ore al giorno e a girovagare per la città al di fuori dell’orario scolastico. Molti genitori, con grande dispiacere, hanno già fatto presente che non potranno più “mandare” i loro figli a scuola desiderosi invece di riprendere in mano la propria vita. L’anno scorso il problema è stato risolto in parte con la richiesta della didattica a distanza che, ribadiamo, non deve più continuare come prassi. La nostra bellissima Costituzione non stabilisce il diritto allo studio di tutti senza discriminazione alcuna? Un ragazzo che arriva a casa alle 18 o 19 come può avere la voglia e la forza di svolgere i compiti a casa? Questa situazione non provoca un danno al nostro apprendimento? I nostri compagni più fragili con gravi disabilità, da sempre accolti ed amati all’interno del nostro istituto, non subiranno una gravissima ingiustizia se, non potendosi adeguare agli orari imposti, dovranno fare a meno di partecipare appieno alla vita di classe? Con un orario così dilatato, i tecnici dei laboratori di cucina e di sala potranno garantire di poter permettere lo svolgimento delle attività laboratori delle quali siamo stati privati nell’ultimo anno e mezzo? Se le attività didattiche terminano alle 16, come potremmo svolgere percorsi formativi in orario extracurriculari volti al recupero o al potenziamento dei nostri apprendimenti? Negli anni passati, ad esempio, abbiamo svolto attività teatrali che hanno visto la partecipazione di molti studenti, anche dei nostri compagni più fragili”. Tanti gli interrogativi che i giovani pongono all’inizio di questo nuovo anno. 

Infine, ricordano le parole del Presidente Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico a Pizzo, evento al quale anche l’istituto lametino era presente: ‘Non ci sarà crescita di opportunità, se i ragazzi che provengono da famiglie meno abbienti troveranno ostacoli sulla strada di una propria affermazione. La scuola deve saper curare le eccellenze, perché tanto possono dare alla società, ma la condizione per farle sorgere consiste nel rendere aperto a tutti l’accesso effettivo all’istruzione e alla cultura per permettere che emergano talenti che altrimenti resterebbero inespressi’

“Ci auguriamo e chiediamo con forza - concludono gli studenti dell’IPSSAR ‘Luigi Einaudi’ - che le istituzioni diano fattivamente seguito a queste parole e che studenti, professori e dirigenti scolastici siano ascoltati nei vari tavoli di coordinamento e di lavoro”.

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