
Lamezia Terme - “Stare bene insieme è come un puzzle: ognuno è un pezzo diverso, ma tutti servono per completare il disegno”. Questo il messaggio lanciato dagli alunni dell’istituto comprensivo Gatti-Manzoni-Augruso, che giovedì 4 giugno hanno portato in scena uno spettacolo dal titolo “La scatola dei sogni“, nell’ambito del progetto Dimensione X, finalizzato alla prevenzione della dispersione scolastica.
“L’evento, realizzato nell'ambito del più ampio progetto Stop dropt out - dice la dirigente scolastica Antonella Mongiardo - ha avuto un grande valore pedagogico e sociale, perchè ha visto come protagonisti alunni di plessi diversi, i quali hanno lavorato insieme per un anno, intensamente e con entusiasmo, uniti da un unico filo conduttore: il piacere di stare insieme e realizzare un progetto comune. Ciò è stato possibile grazie all'impulso dell'Ufficio Scolastico Regionale, che ha raccolto i segnali di particolari bisogni educativi in alcune realtà sociali, offrendo alle scuole coinvolte il proprio sostegno istituzionale”.
Per tutto l’anno scolastico, i bambini dei plessi Mancuso, Davoli e Bella hanno lavorato alla realizzazione dello spettacolo, facendo nuove amicizie e sperimentando un diverso modo di fare scuola, più inclusivo e creativo, dando ognuno il proprio contributo operosità e realizzando bellissimi dipinti che sono stati esposti e ammirati dal pubblico. La metafora del puzzle, scelta dagli insegnanti, offre una lettura preziosa della diversità: in un sistema scolastico dove il rischio di dispersione è una sfida costante, ricordare che ogni studente è un “pezzo unico e insostituibile” è fondamentale. Per l’occasione il cortile della scuola si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto dove i bambini si sono esibiti in balli, canti e recitazione, dimostrando di essere riusciti ad esprimersi liberamente attraverso l'arte.
Referente del progetto è stata l’insegnante Immacolata Signoretta, la parte dello spettacolo del plesso Davoli è stata curata dalle insegnanti Eleonora Longo e Tiziana Materasso, mentre la realizzazione dei dipinti del plesso Mancuso è stata curata dai docenti Antonio Torchia e Caterina Bettiga. All'evento hanno preso parte, oltre la dirigente scolastica Antonella Mongiardo, anche la dirigente scolastica Fiorella Careri e il vice questore aggiunto di Polizia Gaetana Ventriglia, insieme agli insegnanti e alle famiglie, che si sono riunite nel cortile manifestando soddisfazione e contentezza. “I bambini – dice la maestra Angelina Materasso - sono stati davvero bravi e hanno manifestato una bellissima unione, confermando il successo del progetto portato avanti dalla nostra scuola e lanciando un segnale forte: la scuola è il primo laboratorio di cittadinanza”. Conferma la Prof.ssa Caterina Bettiga: “Quando si insegna ai più giovani che la bellezza del “disegno comune” nasce proprio dalla varietà dei pezzi che lo compongono, si stanno gettando le basi per una società più coesa, tollerante e preparata ad affrontare le sfide del domani”.
Il progetto “Stop drop out”, nasce da un protocollo d’intesa tra Ufficio Scolastico regionale, Regione Calabria e Prefetture calabresi, quali espressione territoriale del Ministero dell’Interno promotore del PON Legalità 2014-20. Gli interventi, stante l’autonomia delle istituzioni scolastiche coinvolte (ben 44 in tutta la regione) - dichiara Franca Falduto, Referente regionale per l’USR Calabria - sono stati adattati ai contesti delle singole scuole ed alle tempistiche del Piano dell’Offerta Formativa, e, quindi realizzati dove si sono stati rilevati quei fattori individuati fra le cause di abbandono e dispersione scolastica. Essi sono finalizzati ad incidere su contesti socio-economici difficili da cui deriva l’alto tasso di disoccupazione e povertà, che, specialmente nelle aree rurali e nei quartieri periferici, costringe molte famiglie a non investire nell’istruzione.
In particolare, attraverso attività prevalentemente laboratoriali, l’obiettivo è stato quello di ridurre la scarsa motivazione e la mancanza di senso di appartenenza che spingono molti studenti, spesso provenienti da famiglie in difficoltà a non vedere prospettive di miglioramento attraverso l'istruzione e per i quali la mancanza di modelli positivi e il senso di sfiducia verso le istituzioni aggrava la sensazione di abbandono”. Obiettivo trasversale - e da qui deriva l’attenzione del Ministero dell’Interno - è il contrasto al fenomeno della criminalità organizzata che affligge alcune aree della regione ed esercita una forte influenza su alcuni giovani, proponendo modelli alternativi e pericolosi di “successo”.
“In questo contesto si inserisce il progetto Dimensione X - dice la preside Mongiardo - che ha rappresentato un ulteriore passo avanti nel percorso di collaborazione istituzionale intrapreso con la comunità di Lamezia, concretizzatosi lo scorso anno in un Patto di comunità tra la scuola e le associazioni del terzo settore. Una vera e propria alleanza tra forze sociali per gestire in maniera integrata le emergenze educative soprattutto nei plessi periferici”.
Un plauso per il successo dell’iniziativa è stato espresso dal dirigente scolastico Alfredo Saladini, presidente dell’OPIS (Osservatorio Permanente per l’inclusione Scolastica e Sociale): “ esprimo apprezzamento e le più vive congratulazioni alla comunità scolastica dell'Istituto Comprensivo Gatti-Manzoni-Augruso, alla Dirigente scolastica Antonella Mongiardo, ai docenti, alle famiglie e a tutti i soggetti coinvolti nel percorso del Patto Educativo di Comunità, che sta dimostrando concretamente come l'inclusione non sia uno slogan, ma una scelta educativa capace di generare opportunità, relazioni e speranza. In un tempo segnato da crescenti fragilità educative, dispersione scolastica, povertà relazionale e disagio minorile, ogni esperienza che costruisce alleanze tra scuola, famiglie, istituzioni e Terzo Settore rappresenta un investimento prezioso sul futuro della nostra comunità. Il Patto di Comunità sta indicando una strada chiara: nessuna scuola può essere lasciata sola e nessun ragazzo deve sentirsi escluso.
Per questo il nostro invito è semplice ma forte: continuate, insistete, andate avanti con coraggio. Le difficoltà non mancheranno, ma i processi educativi autentici richiedono tempo, perseveranza e una visione condivisa. Ogni passo compiuto nella direzione dell'inclusione, dell'accoglienza e della corresponsabilità educativa produce frutti che spesso diventano visibili solo dopo anni. Come OPIS continueremo a sostenere e accompagnare sul territorio tutte le iniziative che rafforzano la Comunità Educante, nella convinzione che il vero cambiamento sociale nasca dall'incontro tra persone, istituzioni e realtà associative che scelgono di prendersi cura insieme dei più fragili. Quando una comunità educa unita, nessun bambino e nessun ragazzo resta indietro. Questa è la strada giusta. Continuiamo a percorrerla insieme”.
“Stare bene insieme è come un puzzle: ognuno è un pezzo diverso, ma tutti servono per completare il disegno”. Questo il messaggio lanciato dagli alunni dell’istituto comprensivo Gatti-Manzoni-Augruso, che giovedì 4 giugno hanno portato in scena uno spettacolo dal titolo “La scatola dei sogni“, nell’ambito del progetto Dimensione X, finalizzato alla prevenzione della dispersione scolastica. “L’evento, realizzato nell’abito del più ampio progetto Stop dropt out - dice la dirigente scolastica Antonella Mongiardo - ha avuto un grande valore pedagogico e sociale, perchè ha visto come protagonisti alunni di plessi diversi, i quali hanno lavorato insieme per un anno, intensamente e con entusiasmo, uniti da un unico filo conduttore: il piacere di stare insieme e realizzare un progetto comune. Ciò è stato possibile grazie all'impulso dell'Ufficio Scolastico Regionale, che ha raccolto i segnali di particolari bisogni educativi in alcune realtà sociali, offrendo alle scuole coinvolte il proprio sostegno istituzionale”.
Per tutto l’anno scolastico, i bambini dei plessi Mancuso, Davoli e Bella hanno lavorato alla realizzazione dello spettacolo, facendo nuove amicizie e sperimentando un diverso modo di fare scuola, più inclusivo e creativo, dando ognuno il proprio contributo operosità e realizzando bellissimi dipinti che sono stati esposti e ammirati dal pubblico. La metafora del puzzle, scelta dagli insegnanti, offre una lettura preziosa della diversità: in un sistema scolastico dove il rischio di dispersione è una sfida costante, ricordare che ogni studente è un “pezzo unico e insostituibile” è fondamentale. Per l’occasione il cortile della scuola si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto dove i bambini si sono esibiti in balli, canti e recitazione, dimostrando di essere riusciti ad esprimersi liberamente attraverso l'arte. Referente del progetto è stata l’insegnante Immacolata Signoretta, la parte dello spettacolo del plesso Davoli è stata curata dalle insegnanti Eleonora Longo e Tiziana Materasso, mentre la realizzazione dei dipinti del plesso Mancuso è stata curata dai docenti Antonio Torchia e Caterina Bettiga.
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