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Muraca-310119.jpgLamezia Terme – “La stagione teatrale lametina è saltata e con essa tutti i servizi culturali erogati ai cittadini per mezzo del Teatro Grandinetti”, con queste parole, l’ex consigliere comunale Luigi Muraca, ha dato inizio al suo comunicato stampa relativo alla situazione nella quale imperversa il teatro Grandinetti. “Un vero peccato per la cittadinanza, per gli operatori culturali e per le scuole, - ha proseguito Muraca - che in ogni caso se ne sono fatti una ragione, fiduciosi della transitorietà e risolubilità dei problemi, legati, come è noto, a due piccole porzioni immobiliari del Teatro, utilizzate l'una quale via di fuga per la galleria, i palchi ed i camerini e l'altra sita al piano terreno, ove ha sede un impianto centrale antincendio. Nei confronti di tali porzioni immobiliari l'Ente civico deve acquisire la piena ed incondizionata utilizzabilità ed è ormai chiaro da mesi che questo obiettivo può essere perseguito solo attraverso la procedura di esproprio per pubblica utilità, in quanto non tutte le persone fisiche titolari del diritto di proprietà hanno espresso consenso all’atto di concessione volontaria della servitù di uso”.

"Una conclusione – spiega l’ex consigliere - alla quale è pervenuto anche il commissario prefettizio Francesco Alecci, il quale, in una comunicazione del 9 Novembre 2018 indirizzata agli stessi operatori culturali, al Prefetto di Catanzaro ed all’Assessore Regionale alle Attività Culturali chiariva che ‘verosimilmente l’unico strumento da azionare per garantire realmente ed efficacemente l’interesse pubblico nella fattispecie sia costituito dalla immediata attivazione di un procedimento di esproprio per pubblica utilità delle particelle catastali innanzi menzionate, così conseguendo quella utilizzabilità delle medesime piena ed incondizionata cui più sopra si è fatto cenno’. “Nella missiva di Alecci – prosegue Muraca - si parlava di un lasso di tempo non inferiore a 3 mesi, ci auguriamo che a distanza di circa 3 mesi la procedura di esproprio, se non ultimata, stia seguendo modalità e tempi consoni alla riapertura del Teatro nell’arco di qualche settimana”.

“Il Teatro Grandinetti, - ha infine concluso l’ex consigliere -  oltre ad essere una cornice storica per lo svolgimento di pubblici spettacoli, è uno strumento culturale di vitale importanza per la crescita del tessuto sociale di una comunità sfregiata dalla presenza della criminalità organizzata, lasciarlo chiuso non sarebbe coerente con l’opera di risanamento civile ed istituzionale che la Commissione Straordinaria ha l’obbligo di compiere per tenere Lamezia indenne dalla ndrangheta. Da tante iniziative scolastiche e culturali di pregio che possono svilupparsi in città può certamente originarsi un fremito di legalità di cui la città ha impellente bisogno. Osservazione che naturalmente vale anche per gli impianti sportivi, atteso che l’esistenza di un problema legato a tali strutture, la sua natura, la sua genesi, che sono certamente correlati a pregresse negligenze, non esimono gli amministratori attuali dall’intervenire con efficacia e tempestività, altrimenti la vita pubblica rischia di diventare uno sterile e continuo rimpallo di responsabilità”.

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