
Lamezia Terme - Un tema ampio, passibile di essere interpretato e declinato in molti modi, quello dell’incontro “Resistere a Sud” che ha aperto la seconda serata di Trame 10. Ad affrontarlo Giuseppe Provenzano, vicesegretario del PD e già Ministro per il Sud, e Raffaela Milano, presidente di Save the Children, che hanno discusso con i giornalisti Giovanna Vitale di La Repubblica e Giuseppe Smorto già vicedirettore della stessa testata e autore di “A Sud del Sud. Viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti”, un volume di storie e testimonianze più volte citato durante l’incontro.
Lo stesso Festival Trame, infatti, giunto alla decima edizione, secondo Provenzano avrebbe potuto essere a buon diritto annoverato fra gli esempi di resistenza presenti nel libro, e la Vitale lo ha addirittura definito “emblema della resistenza in Calabria”: una resistenza fatta di cultura in una terra che è “vittima di una grande rimozione”, che “rischia di essere raccontata male o di non essere raccontata affatto”. Una Calabria che è “un ossimoro: orrore e bellezza”, e in cui la ‘ndrangheta finisce per essere un alibi per considerare tutto perduto. E a giudicare dai dati, questa storica noncuranza, sottolineata in senso politico da Smorto, continua a dare i suoi frutti: a causa dell’emigrazione crescente, della fuga dei cervelli, della crescita della disoccupazione e della povertà assoluta, il gap fra la Lombardia e la Calabria supererebbe attualmente quello fra la Germania e la Grecia. Tanto più dopo il Covid. E molti sono ancora gli interrogativi attorno all’utilizzo futuro dei fondi del PNRR che saranno erogati a favore di un territorio dove, sempre secondo Smorto, si è verificato “uno sfortunato incrocio fra malgoverno e criminalità”.

Molte in realtà sono le povertà che la Calabria si trova ad affrontare, e dopo la pandemia una delle più cogenti è la povertà educativa, di cui si occupa Raffaela Milano attraverso l’apertura dei “punti luce” di Save the Children nelle aree più degradate dove si fa forte il bisogno di un sostegno per le mamme e i bambini che rischiano l’abbandono scolastico – e dunque di ingrossare le fila della criminalità – nonostante la presenza in loco di associazioni valide che vanno coinvolte in “patti educativi di comunità”, ovvero piani di sviluppo a lungo termine che non siano dei semplici progetti a scadenza. Converge sulla necessità di una maggiore attenzione politica anche Provenzano, secondo il quale “la questione Meridionale non riguarda solo i meridionali ma è un fatto nazionale. La sinistra ha smarrito il sud durante la Seconda Repubblica: oggi deve tornare orgogliosa ed appianare le disuguaglianze nella libertà”.
Giulia De Sensi
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