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Catanzaro - "I dati consuntivi al 31 dicembre 2018, ufficializzati dal Centro Regionale Trapianti della Calabria, sono molto soddisfacenti per tutti coloro che con costante passione sono impegnati alla diffusione della cultura della donazione organi e, come Aned onlus, rappresentano trapiantandi e trapiantati calabresi di cui 800 per solo rene e 400 per altri organi". Si legge in una nota stampa del Coordinatore Nazionale Prevenzione Aned, Pasquale Scarmozzino. Sono stati 35 (trentacinque) i trapianti di reni nei 2 poli di Cosenza e Reggio nel 2018, cioè l’84,2% in più rispetto ai 19 di anno precedente. Tale risultato incentiva tutti a continuare nell’opera fin qui proficuamente portata avanti grazie al contributo significativo della Chiesa, dal mondo della Scuola e da tante amministrazioni comunali oltre che dalle associazioni di volontariato con l’apporto determinante del Centro Regionale Trapianti, diretto dal Dr Pellegrino Mancini. Va subito specificato - prosegue la nota - che l’aumento del numero di pazienti trapiantati è frutto di incremento delle donazioni raggiunto, ahimè, soltanto nei reparti di rianimazione degli ospedali di Cosenza e del Pugliese Ciaccio di Catanzaro, incremento rispettivamente del 60% e del 133% rispetto ai loro risultati di anno precedente. È evidente come la professionalità degli operatori, l’accoglienza e la vicinanza ai familiari dei pazienti ricoverati in tali rianimazioni non ha pari. Al Pugliese Ciaccio, in particolare, la vicinanza religiosa e umana di Padre Pasquale Pitari contribuisce al raggiungimento dell’elevato numero di consensi da parte dei familiari alla richiesta di donazione.

Incomprensibile, ingiustificato ed imperdonabile, invece, il risultato negativo delle altre rianimazioni calabresi, compresa quella dell’ospedale di Reggio Calabria dove è attivo uno dei due blocchi operatori autorizzati al trapianto di reni in Regione. Da sottolineare anche la totale inconcludenza nel procurement organi e tessuti ai fini del trapianto nelle Rianimazioni di Locri, Polistena, Vibo Valentia, Lamezia, Cetraro, Castrovillari e Rossano che richiede l’improcrastinabile intervento dei Direttori Generali aziendali. Da parte nostra vogliamo ricordare che la donazione organi è un Lea e, come tale, non consente indugi nel perseguire gli obiettivi minimi assegnati dal DCA 167 di settembre 2018 del commissario Massimo Scura.

Il numero delle donazioni - prosegue la nota - di organi e tessuti è un riconosciuto parametro significativo della funzionalità e della qualità delle sanità regionali. Per tale motivo il dottore Bruno Zito, prima delle sue dimissioni da direttore facente funzione del Dipartimento Tutela della Salute aveva inserito nell’anzidetto DCA il monitoraggio costante degli indici della donazione in Regione. Questa è la direzione che riteniamo più giusta! Siamo certi che con nuovo direttore Belcastro la verifica del raggiungimento degli obiettivi assegnati permetterà la sostituzione di quei coordinatori che non hanno raggiunto i suddetti obiettivi con altri operatori più attenti e sensibili favorendo, cosi, l’incremento delle donazioni, quindi, dei trapianti dei tanti pazienti che ancora oggi muoiono in lista di attesa. “Aned Prevenzione” chiede di essere parte integrante di tale nobile obiettivo".

 

 

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