La scomparsa della sinistra

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

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 Dato che non esiste piùl’Emilia Rossa o la Toscana rossa, ancorché le Marche rosse o l’Umbria rossa, si può tranquillamente dire che dal punto di vista elettorale (rpt elettorale, la politica è altra cosa) la sinistra in Italia dopo il 4 marzo è sulla via della scomparsa. Se non dell’inesistenza si può dire del marginalismo, dell’insussistenza.

Esce di scena la sinistra nel senso che non è più protagonista, retrocessa al terzo posto e quindi fuori dallo scontro decisivo tra i primi due attori protagonisti. Addossare tutte le colpe di questo evento storico al solo Matteo Renzi non sarebbe solo sbagliato ma anche ingiusto, visto che questo disastro affonda in anni e anni di insipienza politica e culturale. Renzi, ovviamente, è quello che in pochi anni ha affondato una barca traballante da un bel po’ ma quello che è accaduto il 4 marzo è un cambio profondo, una radicale modifica della storia d’Italia: ci troviamo di fronte – hanno già scritto in queste ore autorevoli commentatori - a un esito storico che non è spiegabile con le sole responsabilità recenti di questo o quel dirigente. Siamo probabilmente di fronte a un sommovimento più di fondo sul quale ci sono le impronte di intere generazioni di esponenti del Pci, del Psi e poi Pds, Margherita, Ds etc etc.

   L’avere messo da parte un patrimonio politico sociale culturale tanto gigantesco che ha coinvolto tanto a lungo milioni di persone e le loro passioni è un primo elemento ma c’è probabilmente sullo sfondo di questo esito una evidente difficoltà a fare i conti con la complessità del mondo che cambia e del mescolarsi di bisogni vecchi e nuovi che si sono accumulati. Il voto del 4 marzo quindi è una rottura molto più profonda di quella che nell’ultimo decennio del secolo scorso segnò la discesa in campo di Berlusconi che infatti non mutò i protagonisti di centro destra e centro sinistra. Anche io, nel mio piccolo,mi sento responsabile di una serie di clamorosi errori. Perché solo tardi, troppo tardi ho capito che il tema del popolo della sinistra era quello che non gli potevi togliere una sinistra che assomigliasse, pur nel suo antichismo, alla sinistra vera, con i critici di oggi, saccenti maestri di una modernità che ci ha portato a Di Maio e Salvini.

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