Resistere, nonostante le tante parole

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Un’ invasione di libri. Tutti scrivono e nessuno legge. O solo i soliti…(leggono). Vogliono tutti essere ascoltati e quindi scrivendo c’è quella famosa voce che ti fa parlare parlare parlare per il bisogno di essere ascoltato…e che non ha nessun tipo di replica. Perché? Perché non vogliamo essere contraddetti. Perché? Perché vogliamo avere sempre ragione! Perché? Perché c’è bisogno di sicurezza. Di sicurezza in noi stessi! Perché questa vita ce ne dà (di sicurezza) sempre troppa poca o per niente. Quindi abbiamo bisogno di essere ascoltati per trovare, incontrare qualcuno che ci dica: “Bravo!”, “Hai ragione!”… E ognuno agisce come meglio crede per essere notato e ascoltato nelle sue richieste o esigenze di vita!

Poi, su altri fronti, senti che i separati si fidanzano tra loro e sono sempre più scorretti degli altri soggetti perché loro hanno subìto il tradimento e quindi non guardano in faccia nessuno. Senti che i quarantenni “devono” fare le balie ai genitori che usufruiscono della loro situazione sentimentale (zitelli, separati  o… resi aridi dagli stessi) e sono sempre  “ammalati ipocondriaci”. E poi…non esiste al mondo uno che è più furbo dell’altro, come si vuol fare credere in provincia ma siamo tutti uguali. Anzi, i soggetti che pensano di esserlo, rimangono sempre più… “fregati” da chi meno se lo aspettano….Come diceva sempre un magistrato della Procura di Milano: "Resistere, resistere, resistere come sulla linea del Piave". Il procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli andò in trincea contro il Governo e difese a spada tratta l'indipendenza dei giudici. Una relazione, durissima con la quale l'ex capo di Mani pulite scelse di aprire la sua ultima inaugurazione dell'anno giudiziario milanese e poi andò in pensione…Aggiungo che resistere vuol dire essere sempre corretti!

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