Le primarie a Lamezia consigli per una vittoria legittima

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

pino_gulla.jpgLa scelta del candidato unico nel Pd ha segnato un salto di qualità a favore della formazione politica  maggiormente rappresentativa. Dai dibattiti iniziali alla Primerano (sede storica di Pci, Pds,Ds, Pd), in cui prevaleva la discussione schietta sui numerosi candidati, a volte pericolosa per le possibili divisioni inconcludenti (una volta si diceva frazionismo), passando attraverso la costruttiva fase commissariale, si è giunti al passo indietro dei candidati stessi su proposta dei candidato unico (con appello al voto), immediatamente condiviso da tutti, base e vertice del partito, per i suoi precedenti politici e amministrativi, quindi legittimato. Una vittoria della politica che ha reso il Pd protagonista positivo del centrosinistra in  questo primo momento elettorale. Tanto è vero che alcuni candidati di movimenti di altra area hanno annunciato il ritiro e qualcuno del centrosinistra adesso cerca di recuperare il dialogo che prima non c’era.

Ne Le primarie comunali in Italia, a cura di Gianfranco Pasquino e Fulvio Venturino, entrambi professori di Scienze politiche, vengono monitorate le primarie del recente passato. La ricerca potrebbe dare dei validi suggerimenti ai competitori lametini dell’attuale tornata elettorale. Le conclusioni sui risultati a diverse latitudini evidenziano che la visibilità del candidato si deve necessariamente associare alla sua credibilità. Insomma telecamere e talk show non bastano se non c’è un curriculum di competenza e di onestà specchiata, a maggior ragione oggi, con i corrotti sempre in prima pagina. L’elettorato e l’opinione pubblica in genere sono a dir poco sensibili sui fatti di corruttela e di malgoverno  quotidianamente alla ribalta della cronaca. L’accordo nel Pd lametino, maturato nelle varie riunioni, ha già fornito un’immagine all’esterno di piena condivisione e ha messo a tacere ogni forma di polemica, negativa o dannosa  alla  buona politica, urgente e necessaria, quest’ultima, per la nostra comunità.

Il lavoro universitario di cui sopra fa notare che per il miglior uso delle primarie è opportuno “un pluralismo non estremo. Infatti la partecipazione non aumenta con il numero dei candidati, perché gli elettori concentrano la loro attenzione sui contendenti principali e neppure percepiscono la presenza  di candidati minoritari o di bandiera”. Non ci dovrebbero essere sorprese incomprensibili, truppe cammellate, voto  proveniente da elettorato misterioso. Ma brogli, inciuci, accordi trasversali sono sempre dietro l’angolo o quando meno te l’aspetti.  A tal proposito, Pasquino e Venturino affermano: “Qualora le primarie non abbiano regole chiare e rigorose, e non siano accompagnate da comportamenti leali, possono risultare addirittura controproducenti. E possono rappresentare un vero rischio per gli organizzatori e per i cittadini”. L’osservanza delle regole stabilite è fondamentale. Altri accorgimenti sarebbero preventivi per evitare eventuali eccessi che si potrebbero verificare  nella futura campagna elettorale: il controllo sulle spese dei candidati, la trasparenza dei loro finanziamenti, una par condicio su stampa e tv. In ogni caso a far piazza pulita di ogni eventuale paura di brogli o di voti drogati è il candidato autorevole che favorisce la partecipazione attraverso un’efficace comunicazione politica caratterizzata dalla diffusione  delle sue esperienze significative e dei suoi programmi. Succede questo quando partiti e movimenti vanno oltre la semplice consultazione e si preoccupano, in particolare, della selezione dei candidati da consegnare alla scelta degli elettori. Com’è successo alla Primerano.

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