Brani da “Spillover” di David Quammen: “Cosa ci insegnano le zoonosi”

Scritto da  Pubblicato in Francesco Bevilacqua

francesco-bevilacqua-foto-blog-nuova_80da1_19973_ea258_59f1c_e96f0_cec4f_df014_db513_eb6b5_f8fb1_2c83a_da5cd_ac61d-1_c49d8_8565a_1a702_73902_90cc3_d8d69_c1afb_508ed_14fbf_1602e_c1835.jpgProseguo nella pubblicazione di brani da “Spillover” di David Quammen (2012), il libro che aveva previsto il futuro virale e pandemico delle nostre società. Qui, l’autore ci spiega cosa possono insegnarci le pandemie.

“Tutti questi scienziati [i virilogi sul campo – n.d.r. -] sono in perenne stato di allerta. Sono le nostre sentinelle, poste a guardia dei confini attraversati dai patogeni grazie agli spillover. E sono parte di un network efficiente. Quando il prossimo virus inedito farà il salto nell’uomo partendo da uno scimpanzé, un pipistrello, un topo, un’anatra o un macaco, e magari riuscirà a passare da persona a persona e causare un nucleo iniziale di casi letali, se ne accorgeranno – almeno questa è la speranza – e daranno l’allarme. Quel che accadrà dopo dipenderà dalla scienza ma anche dalla politica, dagli usi sociali, dall’opinione pubblica, dalla volontà di agire e da altri aspetti dell’umanità Dipenderà da tutti noi. Quindi prima di reagire in modo calmo o isterico, con intelligenza o stupidamente, dovremmo conoscere almeno le basi teoriche e le dinamiche di quel che è in gioco. Dovremmo sapere che le recenti epidemie di nuove zoonosi, oltre alla riproposizione e alla diffusione di altre già viste, fanno parte di un quadro generale più vasto, creato dal genere umano. Dovremmo renderci conto che sono conseguenza delle nostre azioni, non accidenti che ci capitano tra capo e collo. Dovremmo capire che alcune situazioni da noi generate sembrano praticamente inevitabili, ma altre sono ancora controllabili. […] Ecco a cosa sono utili le zoonosi [le infezioni da virus provenienti da animali – n.d.r. -]: ci ricordano, come versioni moderne di san Francesco, che in quanto esseri umani siamo parte della natura, e che la stessa idea di un mondo naturale distinto da noi è sbagliata e artificiale. C’è un mondo solo, di cui l’umanità fa parte, così come l’HIV, i virus Ebola e dell’influenza, Niphal, Hendra e la SARS, gli scimpanzé, i pipistrelli, gli zimbetti e le oche indiane. E ne fa parte anche il prossimo virus killer che ci colpirà, quello che ancora non abbiamo scoperto. Non dico tutto ciò allo scopo di angosciarvi e deprimervi. Non ho scritto questo libro per spaventare il pubblico, ma per renderlo consapevole. Ecco cosa distingue gli esseri umani per esempio dai bruchi: noi, al contrario di loro, possiamo fare mosse intelligenti.” (Quammen, pp. 531/535).

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