Ossessione essere giovani

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d’animo; non è una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili, è un fatto di volontà, forza di fantasia. Vigore di emozioni: è la freschezza delle sorgenti profonde della vita. Gioventù significa istintivo dominio del coraggio sulla paura, del desiderio di avventura sull’amore per gli agi. E spesso se ne trova di più in un uomo di 60 anni che in un giovane di 20. Nessuno invecchia semplicemente perché gli anni passano. Si invecchia quando si tradiscono i propri ideali. Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l’anima. Le preoccupazioni, la paura, la sfiducia in sé stessi fanno mancare il cuore e piombare lo spirito nella polvere.

A 60 anni o a 16, c’è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l’immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora, la gioia di partecipare al grande gioco della vita. Al centro del vostro cuore e del mio cuore c’è una stazione del telegrafo senza fili; finché riceverà messaggi di bellezza, speranza gioia, coraggio e forza dagli uomini e dall’infinito, resterete giovani. Quando le antenne riceventi sono abbassate, e il vostro spirito è coperto dalla neve del cinismo e dal ghiaccio del pessimismo, allora siete vecchi, anche a vent’anni; ma finché le vostre antenne saranno alzate, per captare le onde dell’ottimismo, c’è speranza che possiate morire giovani a 100 anni.   

“Essere giovani” di Samuel Ullman, scritta nel 1910 quando aveva 70 anni.

In un’epoca dove l’età conta più della salute e del  lavoro dove il botox e i corsi di fitness non fermano il tempo ma lo rallentano. Non si parla di altro in alcuni ambienti. E se hai più di 30 anni per le nuove generazioni sei un vecchio. E se a 50 non hai girato il mondo divorziato un paio di volte fumato e esagerato, non hai vissuto. Per fortuna c’è chi ha vissuto l’adolescenza senza questi stereotipi balordi a da pubblicità. C’è chi ha avuto nonni di 86  e 99 anni e ha imparato da loro a studiare a conoscere e a essere sempre curiosi e giovani nella mente. Grazie nonni!

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