Superba e sola con il suo rimorso...

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Oggi molte persone per avere il controllo psicologico sugli altri hanno gli stessi comportamenti e molte amiche hanno un non affetto che viene nascosto da una improbabile e falsa dolcezza condita da insana premura. I colpi di scena sono sempre modesti e calibrati. Prerogativa del regista Vincent Sherman. Mai eccessivo, riesce a mantenere tutte le emozioni come se fossero congelate sul fondo del cuore di Harriet che detta le regole della casa. Finestre chiuse alle undici del mattino perché il sole non scolorisca la tappezzeria, attenzioni maniacali attorno a un vaso cinese che contiene il riso come buon augurio per la coppia. Si genera così un flusso machiavellico dei suoi pensieri che permette di inscenare piccoli siparietti come vittima e carnefice. Altro dato. Con il tempo la sua maschera di perfezione è sempre più coriacea e pesante. E più prepotente diventa l’intento di legare a un doppio filo gli affetti. E più asettica diventa la casa. È la terza versione cinematografica della commedia scritta nel 1925 da George Kelly, un melodramma lineare senza orpelli, manovrato da un indagine psicologica. E’ lei la padrona della sceneggiatura. Tratto dal dramma 'Craig's Wife', di George Kelly, pubblicato nel 1925, premio Pulitzer, portato in teatro a Broadway nel 1926, un film muto, Craig's Wife (1928) , nel sonoro, nel 1936, La moglie di Craig. Il film è un introspezione caratteriale del mondo femminile, ben articolato nei vari passaggi, non mancano allusioni erotiche e dialoghi perfetti.

Le azioni si stagliano sullo sfondo piatto di una casa che è un mausoleo di ossessioni dove Harriett è sempre diffidente, nevrotica, all’occorrenza bugiarda. Soprattutto, nessuno può lasciarla. Altro dato. Anche la cugina, segretaria personale, che non si rende conto di essere raggirata e ricattata psicologicamente. Lo capisce perché viene corteggiata da un collega di Craig, e Harriet si adopera per sradicare il sentimento alla base. Non può permettere di allentare le sue redini d’acciaio, e persevera limando con falsa dolcezza i nervi di chi la circonda. Altro dato. Hariett rimane odiosa nel suo personaggio per le maniere affettate, gli sguardi languidi studiati a tavolino, le scuse all’apparenza sincere, i trucchi quotidiani studiati per colpire nel cuore del marito. E potergli lasciare un senso di colpa. Dato preoccupante.

Deve avere il controllo totale h24 su tutto e tutti. Infine la notizia di un trasferimento di Craig la trasforma ogni dieci minuti da sospirante tremolante inoffensiva mogliettina, in una vera macchina da guerra. Altro dato. E finalmente gioca a carte scoperte. Esce la sua vera identità con trucchi e stratagemmi in vasta quantità, e in conversazioni pericolose e telefonate segrete. E’ sicura di soppesare le sue mosse. Ma non mette in conto che ha esagerato e che le persone vicine sono esasperate di essere rimpinzate da sotterfugi e menzogne. Una trama sempre attuale che vede la protagonista un autentica dominatrice, cinica e ossessionata, che vuol mettere tutti ai suoi ordini, servitù compresa. Isola il marito da presenze esterne, ma quando gli 'ordina' di non partire per lavoro. Lui l'abbandona definitivamente e Harriett è tesa ad aggrovigliarsi in un crescendo di vuoto e solitudine fino all'epilogo finale.

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