
Lamezia Terme - C'eravamo lasciati il 2025 alle spalle con l'auspicio che il nuovo anno potesse portare un minimo di serenità "amministrativa" in una città che soffre tante emergenze. Non è passata nemmeno la prima decade del mese di gennaio che quanto sta accadendo nelle stanze del "Palazzo" comunale, induce a pensare che presto potrebbero esserci cambiamenti anche significativi. Intanto, come anticipato alla fine dell'anno, la Giunta Murone non sembra godere di buona salute. Tra spifferi di "mini rimpasto", continue variazioni di bilancio e audio imbarazzanti fatti recapitare alla stampa, quello che si prospetta potrebbe essere intriso di polemiche ancora più accese.
Dopo quanto dichiarato dal sindaco nell'audio, e successiva "giustificazione", si attende cosa accadrà da qui alle prossime ore. Nella querelle che avrà certamente ancora strascichi, a parte il ruolo dell'opposizione, fa specie che nella stessa maggioranza ci siano crepe. Non sono per esempio sfuggite agli osservatori le assenze di alcuni componenti della maggioranza in occasione dell'ultimo Consiglio comunale del 30 dicembre. Assenze che hanno fatto il paio con le astensioni, sempre di esponenti del centrodestra. Se dopo sei mesi si parla di rimpasto, mini o grande che sia, vuol dire che qualcosa nell'esecutivo non va. Si parla in tal senso di nodi di Bilancio (in arrivo le dimissioni dell'assessore al ramo, Bifano?), di altre figure "scomode" e di rapporti col primo cittadino non proprio idilliaci. In tutto ciò, i lametini pretendono rispetto e chiarezza sul futuro dell'Amministrazione e sui progetti decantati nel "Programma di governo".
Antonio Cannone
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