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Lamezia Terme - In occasione dello spettacolo di Massimo Lopez di domenica 25 ottobre 2026, AMA Calabria ha voluto organizzare una Passeggiata storico-culturale alla riscoperta dei luoghi antichi di Sambiase che si è realizzata durante la mattinata dello stesso giorno.

L'evento in collaborazione con il Cenacolo Filosofico di Lamezia Terme, e sotto l'effige di ben sei enti culturali dal locale al nazionale, è stato curato dal prof. Filippo D'Andrea, storico e filosofo.

L'introduzione è stata del Maestro Francescantonio Pollice, direttore artistico di AMA Calabria, direttore del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, nonché presidente nazionale dell'AIAM (Associazione Italiana Attività Musicale), che ha evidenziato la finalità culturale dell'evento per la crescita del senso di appartenenza alla comunità mediante la conoscenza più approfondita della storia locale e dei suoi personaggi del passato.

Filippo D'Andrea sotto la statua del filosofo Francesco Fiorentino con un folto gruppo di partecipanti, nell'omonima piazza al centro di Sambiase e poi, proseguendo per via Fiorentino, davanti alla casa natia e poco più avanti la casa dove visse nell'infanzia,  ha sottolineato che il filosofo Giovanni Gentile, autore di diversi volumi sul Sambiasino, affermò che era “implacabile flagellatore delle ipocrisie vecchie e nuove”, mentre il filosofo Benedetto Croce  scrisse che in lui “la bontà di cuore è qualità di primordine” e fu “uomo di nobilissimo impeto”.

Sono stati visitati i famosi “vagli” - termine dal francese antico “bail” (cortile interno dei castelli)- che hano la caratteristica di cortili d'ingresso dei grandi palazzi nobiliari che, dopo la fine del Maggiorasco (eredità destinata tutta al primogenito), vennero divisi tra i tanti figli, a volte anche naturali, abbattendo il portone principale rimasto arco d'ingresso.

In passato sono stati restaurati diversi vagli dando la possibilità di visitarli adeguatamente: come quelli di Fiore – Melacrinis e Fiore-Serra, un altro alla Cittadella, poco sotto il Parco Gancìa,  l'Atrio Verdi tra i palazzi Nicotera e Cataldi, l'Atrio Scalfaro che entra nel giardino degli avi del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, dietro la Chiesa Matrice, oppure quello accanto al giardino di una delle case del Fiorentino, ed altri ancora su cui rimando per approfondimenti, tra altro,  agli articoli specifici nel prezioso sitoweb “Sambiase”. La Passeggiata ha sostato davanti la chiesa dell'Addolorata, sul luogo della strage dei due giovani ed innocenti netturbini, Cristiano e Tramonte, dedicando un minuto di silenzio.

Scendendo lungo via Porchio sono state lette le poesie di Franco Costabile incise su tavolette di terracotta affisse sui muri, con una tappa più lunga davanti alla sua casa natia per approfondire la sua biografia, toccando anche il suo maestro ed amico il preside e filosofo Oreste Borrello, sul quale il Maestro Francesco Pollice ha raccontato un aneddoto che ha rivelato la capacità di dialogo coi giovani in momenti di forti contestazioni studentesche.

Procedendo fino alla Matrice, il duomo di Sambiase, il prof. D'Andrea ha parlato della sua storia architettonica e della ricostruzione dopo i terremoti, fermandosi pure sul Ministro degli interni Giovanni Nicotera, di cui vi è un mezzobusto proprio di fronte.

Egli partecipò al governo Crispi della Sinistra storica nella metà degli anni '70 dell'Ottocento e nei primi anni '90 del governo Rudinì della  Destra storica, divenendo uno dei politici più potenti dell'Italia unitaria, fino a definirlo “Ministro di Polizia” e riuscendo a far realizzare una buona tratta della linea ferroviaria del Sud.

L'ultima tappa della comitiva culturale è avvenuta davanti alle tre chiese: san Francesco di Paola, Annunziata-santa Lucia ed Immacolata di cui parla con straordinario acume il Costabile: “In piazza/all'angoletto/è così piccola,/per gente così buona/e poverella//che mi spiace/non vi entri un cardinale”. In omaggio alle donne presenti e non, il prof. D'Andrea ha ricordato che il Poeta ha scritto ben 13 liriche sul gentil sesso ed ha affidato la conclusione della Passeggiata storico-culturale ai deu santi Francesco: Francesco di Paola, “il calabrese più santo, ed il santo più calabrese” come disse Giovanni Paolo II nel 1984 nella sua visita in Calabria parafrasando quello che fu detto su san Francesco d'Assisi e del legame con la sua terra, durante la sua canonizzazione e di cui si commemora quest'anno gli otto secoli dalla sua morte.

Inoltre, la chiesa di san Francesco di Paola a Sambiase, allora ancora intitolata a Santa Maria degli Infermi, fu sede di una sezione del processo verso la canonizzazione, avvenuta pochi anni dopo il suo transito in cielo. L'ultima parola è stata del Maestro Pollice che ha ringraziato tutti, esprimendo grande soddisfazione per la riuscita dell'evento. Cosa che ha ripetuto la sera al Teatro Grandinetti durante lo spettacolo di Massimo Lopez.

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