
Lamezia Terme - È partito questa mattina il corteo che ha visto sfilare insieme studenti e agricoltori di Mta, questi ultimi con i loro trattori. La manifestazione ha preso il via dalla zona della cittadella scolastica ed ha attraversato la città per portare in strada la protesta contro il carovita, il caro carburanti e l’aumento dei costi, con le parole d’ordine: "Stop carovita, giù le armi, su i salari".
Sul posto anche le forze dell'ordine. In attesa della mobilitazione regionale di venerdì 30 ottobre a Cosenza. La mobilitazione degli studenti vuole saldarsi così con quella dei lavoratori con battaglie comuni, dal caro vita alla necessità di investire sulla scuola. Il malcontento, quindi, non si ferma.
Nonostante le interlocuzioni con il Ministero e le istituzioni, autotrasportatori e agricoltori continuano a chiedere risposte concrete contro il caro carburanti, l'aumento dei costi di produzione e una crisi che mette a rischio la sopravvivenza di numerose aziende, aggravando al tempo stesso le difficoltà delle famiglie.
Oggi la protesta è tornata nelle strade di Lamezia Terme, dove gli studenti si sono uniti agli agricoltori e ai loro trattori in un corteo conclusosi in piazza Mazzini. La partecipazione studentesca è stata contenuta, con alcune decine di giovani scesi in strada per manifestare la propria vicinanza alle rivendicazioni dei lavoratori.
A parlare sono soprattutto gli striscioni portati dai manifestanti: "Stop carovita, giù le armi, su i salari", recita uno dei cartelli in testa al corteo. Altri messaggi richiamano la necessità di non compromettere il futuro dei giovani e denunciano le difficoltà di chi non riesce più a sostenere il peso dei rincari. Una protesta che unisce rivendicazioni economiche e preoccupazioni sociali, mettendo insieme generazioni e categorie diverse.
Ottobre di proteste e presidi anche in Calabria
Le mobilitazioni, entrate nel vivo a metà ottobre, hanno già interessato diversi snodi della regione e del Lametino, da Falerna a Vena di Maida, fino al presidio degli autotrasportatori sulla Statale nei pressi dell'aeroporto di Lamezia, attivo dal 16 al 21 ottobre.
Le proteste partite dalla Calabria sono arrivate anche a Roma, mentre resta alta la preoccupazione per le imprese che rischiano di chiudere. La mobilitazione proseguirà domani, venerdì 30 ottobre, a Cosenza, con il corteo regionale nell'ambito dello sciopero generale. Il concentramento è previsto alle 9 in piazza Loreto.
Da Lamezia è stato annunciato un autobus con partenza alle 8.30 dalla stazione centrale. La richiesta dei manifestanti resta la stessa: interventi immediati contro il caro vita e tutele per lavoratori, aziende e famiglie, mentre il confronto con le istituzioni non ha ancora placato la protesta.

Sciopero Usb il 30 ottobre
Intanto, si preannuncia un'altra giornata di mobilitazione per domani, venerdì 30 ottobre, quando è in programma lo sciopero generale proclamato dall'Usb e da altre sigle sindacali di base. Una protesta che coinvolgerà anche il mondo studentesco, già sceso in piazza in diverse città italiane contro il carovita, il riarmo e le difficoltà economiche e sociali. L'Unione Sindacale di Base (Usb) chiama alla mobilitazione lavoratori pubblici e privati contro il carovita, la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni e le politiche di riarmo. La protesta a livello nazionale resta confermata, ma "ridotta" perché è stata precettata dal Ministero dei trasporti per quanto riguarda il settore trasporti in generale. Anche se i sindacati hanno confermato comunque lo stop e non sono esclusi disagi per chi viaggia.
In Calabria, per domani, oltre al corteo regionale previsto a Cosenza, è annunciato anche un presidio a Lamezia Terme promosso da Usb Pubblico impiego Sanità Calabria. L'appuntamento è alle 8 davanti al presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II”, in via Senatore Arturo Perugini.
La mobilitazione proseguirà anche nelle prossime settimane. Il 20 novembre è infatti la data dello sciopero generale proclamato dalla Cgil, che porterà al centro della protesta le questioni legate a salari, pensioni, sanità, fisco e politiche economiche.













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