I lametini hanno un solo interesse: Lamezia

Scritto da  Pubblicato in Basilio Perugini
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basilio-perugini.jpgNel corso degli ultimi mesi mi sono astenuto da qualsivoglia intervento nelle vicende elettorali di Lamezia per evitare che il mio pensiero fosse male interpretato o, comunque, oggetto di arbitrarie strumentalizzazioni a favore di chicchessia. Lo sviluppo dei fatti, che apprendo quotidianamente dalla stampa e dai colloqui con i tanti lametini che mi gratificano con la loro amicizia e mi onorano con la loro stima, mi induce ad esprimere brevemente il mio pensiero. Nonostante da anni io militi pubblicamente nel centrodestra, ed in particolare in Forza Italia, mi considero un uomo libero di esprimere senza remore le mie opinioni. E perciò, pur sempre coerente con gli ideali della mia parte politica, contribuisco alla realizzazione di essi assumendo anche posizioni di critica rispetto a fatti od azioni, che ritengo sbagliati, posti in essere da esponenti della mia comunità partitica; considero avversari e non nemici coloro che militano in altre formazioni e non ho alcuna difficoltà a riconoscere lealmente la validità ed utilità di giuste iniziative ad essi ascrivibili. Non ho mai condiviso, per esempio, l’attività indiscriminata di denigrazione che la sinistra ha profuso all’estero per screditare l’azione dei governi di centrodestra, come pure le iniziative della stessa sinistra, una volta conquistato il potere, di dedicarsi alla demolizione di quanto meritoriamente realizzato da chi l’aveva preceduta nella guida della Nazione. Basta ricordare il referendum abrogativo della riforma costituzionale per realizzarne oggi una che è definita liberticida da importanti esponenti del PD. Frutto di tutto ciò sono stati imperdonabili perdite di tempo e pregiudizi irrecuperabili per la collettività.

Ho sempre sostenuto che la pregiudiziale ideologica non debba mai influenzare il giudizio sulle iniziative utili alla collettività e che chiunque abbia responsabilità di governo, a qualsiasi livello, deve mettere da parte la propria ideologia e condividere il più possibile la realizzazione delle cose utili per la comunità amministrata. Quindi onestà intellettuale, capacità  professionale e spirito disinteressato di servizio indirizzati al bene della gente. Lo spettacolo offerto dalle vicende preelettorali lametine è veramente sconfortante, tanto quello che si vede nel centrodestra tanto quello che si vede nel centro sinistra. Miriadi di candidati (per carità, tutte persone rispettabilissime) l’un contro l’altro armati, incapaci di trovare una sintesi nei rispettivi schieramenti; evidente presenza di manovratori esterni, in entrambi gli schieramenti; assenza o fumosità dei programmi; nessuna indicazione sui componenti delle rispettive squadre; quasi nessuno che parli dei veri interessi di Lamezia, della sua centralità, della sua indispensabilità per la Calabria, condannata al ruolo di cenerentola dai medievali campanilismi provincialistici e dalle relative politiche spartitorie utili solo al potere e all’interesse di pochi campanari incapaci.

E proprio in virtù dei miei principi, devo onestamente riconoscere che unici, in questi ultimi anni, ad aver posto in essere concrete iniziative nell’interesse di Lamezia ed a difesa delle poche istituzioni che ancora sopravvivono in Città, sono stati un uomo di destra, Riccardo Viola, ed uno di sinistra, Nicolino Panedigrano, dal quale ultimo sono ideologicamente distante anni luce. Costoro hanno  così dimostrato che, pur politicamente diversi, è possibile condividere una battaglia nell’interesse della collettività. E perciò il mio rammarico. La difesa della Città e delle sue prerogative, la cui realizzazione potrebbe riscattare l’intera Regione, dovrebbe essere il cavallo di battaglia del centrodestra. In questo momento di evidente crisi del PD e dei suoi più o meno coerenti alleati, il centrodestra deve ritrovare se stesso con l’unità delle sue anime, per poter vincere questa competizione elettorale e riscattare quasi mezzo secolo di incapacità e di inutilità di tutti coloro, di destra, di centro e di sinistra, che hanno avuto la responsabilità di amministrare (?) Lamezia.

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