Il sud dimenticato

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri
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 Ormai ci siamo, domenica 4 marzo si vota e se c’è un dato certo, accalorato e definitivo, è che il Sud d’Italia non interessa a nessuno. Questa è stata, infatti, la prima campagna elettorale dal secondo dopoguerra dominata totalmente dall'ossessione delle tasse, delle pensioni e degli immigrati. La prima campagna elettorale dove è, quindi, scomparsa qualsiasi attenzione alle disparità territoriali, anzi dove viene considerato normale il differente sviluppo tra due parti della stessa nazione. Quando in una campagna elettorale i temi di confronto sono legati alla riduzione delle tasse non c'è nessuno spazio per quelle questioni che presuppongono un ruolo centrale dello Stato per stimolare il mercato. Anche quel che resta del centro-sinistra possiamo definirlo - come ha lucidamente e correttamente scritto Isaia Sales - ‘’ameridionale”, mentre tutti gli schieramenti politici italiani possono identificarsi per il disinteresse verso la condizione dei meridionali o l'insignificanza dei loro problemi. Se guardiamo i programmi per le elezioni del 4 marzo si tratta di un florilegio per le troppe tasse, le pensioni sbagliate (la povera Fornero ne esce a pezzi), gli immigrati e, per ultimo, del ritorno dei fascisti. Una totale indifferenza, invece, per le condizioni del Sud. Anzi.

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