Ponte sullo Stretto, chiacchiere al vento

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

filippo_veltri.jpgUna mozione di Ncd, prima firmataria l’on. Dorina Bianchi, fatta propria dal Governo nazionale tenta di riaprire una discussione su un’opera inutile e dannosa come il Ponte sullo Stretto il cui iter progettuale era stato bloccato nel corso della scorsa legislatura. Ora, per rispondere a grandi interessi lobbistici, si tenta di riaprire una questione che nulla a che vedere con la modernità della prospettiva dell’Area dello Stretto e con la necessità di un efficiente sistema di mobilità dell’area. Dice Nino Costantino, della Cgil: “appare incomprensibile se non addirittura offensivo per l’intelligenza dei meridionali tentare di far passare l’idea del ponte come “infrastruttura ferroviaria” quando proprio sul terreno dell’infrastruttura le Ferrovie dello Stato hanno depredato la Calabria, la Sicilia e gran parte del Sud, senza investimenti sufficienti e con una rete ferroviaria colabrodo, vecchia ed in parte non elettrificata e a unico binario.Ma a cosa servirebbe il ponte sullo Stretto che facesse passare i treni dalla e per la Sicilia quando solo uno o due sono i treni passeggeri a lunga percorrenza e quando di fatto la società di Ferrovie dello Stato che gestiva il trasporto delle merci, Cargo, è stata di fatto liquidata?”. A cosa serve il ponte sullo Stretto quando l’impegno del Governo dovrebbe essere quello di connettere quest’area con il Mediterraneo, con i suoi scambi commerciali che sono il punto di forza per la crescita economica di una grande area del mondo, compresa la Calabria, dove insiste un porto come quello di Gioia Tauro le cui potenzialità sono da tutti decantate ma con pochi impegni concreti? A cosa serve il ponte sullo Stretto quando l’intero sistema infrastrutturale calabrese fa acqua da tutte le parti senza una idea di quando possa terminare la costruzione della Statale 106 o di quando possa essere ultimata la Salerno-Reggio Calabria? A cosa serve il ponte sullo Stretto quando gli aeroporti di Reggio e Crotone rischiano il fallimento e la chiusura condannando così gran parte dei cittadini calabresi all’emarginazione e al confino? Siamo seri.

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