Generazione Millennial e Generazione Z

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri
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Preferiscono i cani ai bambini. Non conoscono il sacrificio. Correggo, non glielo fanno conoscere perché c’è chi non vuole. Vanno a cena al ristorante quasi tutti le sere e hanno l’ultimo smartphone. Ma si può? Un australiano, Tim Gurner, accusa i Millennials di non sacrificarsi e di avere aspettative troppo alte. È una generazione persa in una spirale di surrogati della vita che non potranno avere. Hanno una miriade di bisogni indotti.

È la generazione Millenial e la generazione Z (nati dalla seconda metà degli anni ‘90 fino al 2010). È una società giovanile globale, preda e bersaglio di consumi fintamente sofisticati venduti a prezzi inaccettabili con strategie simili che accomunano food, tecnologia e lifestyle. Tim Gurner, immobiliarista australiano di 35 anni che ha rilasciato un’intervista a Channel 9, dice che i giovani d’oggi con i panini all’avocado da 19 dollari sono issati a emblema di una fighettagine ipersalutista e social buona a spendere tanto e a risparmiare e a costruire zero per il futuro. Provate a ambientare il dato di questa notizia e inquadrarlo in questa realtà. I ragazzi non spendono un po’ troppo nel loro stile di vita e mettono da parte quasi nulla o evitano di sacrificarsi? Dice “Quando volevo comprare la mia prima casa non acquistavo panini all’avocado da 19 dollari l’uno e quattro caffè da 4 dollari”.

Nel territorio anche i giovani li trovi a cena fuori quasi ogni sera senza che abbiano un reddito che possa permettere loro di poterlo fare. O nei bar a sorseggiare caffè a tutte le ore se non apericena con gare a colpi di cellulari con costi da capogiro. L’imprenditore ha aggiunto per esempio che “le aspettative dei giovani sono molto, molto alte. A far danni, secondo lui, sono i modelli e le celebrità ormai ubique della tv e di internet. Sono generazioni tendenzialmente più povere delle precedenti che sembrano ingannare le prospettive sul proprio futuro nell’iperconsumismo perso fra continui richiami tech, fascinazioni bio e (falsamente) green e stili di vita sopra ogni possibilità media di spesa che vengono tuttavia surrogati da piccoli atteggiamenti quotidiani. 

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