Così parlò Casaleggio

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

pino_gull.jpgPer Gianroberto Casaleggio, guru del Movimento 5 Stelle, la stampa non fa schifo, come sostiene  Beppe Grillo, leader dello stessa politica digitale, ex comico. Infatti, qualche giorno fa ha rilasciato una lunga intervista  al Corriere della Sera che abbiamo letto nella edizione online. Ad essere sinceri e precisi, anche lui parla di attacco mediatico senza precedenti a danno dei parlamentari stellati, ma certamente non si esprime nei termini pesanti del cofondatore del M5S. Comunque l’uscita di Casaleggio su uno dei più importanti quotidiani nazionali risulta utile perché, insieme ad alcuni contenuti, già detti e risaputi (e argomentati da noi nei blog e nelle edizioni cartacee de il Lametino), ce ne sono altri interessanti per l’approfondimento in quanto problematici, complessi, opinabili. Sembra che i due si siano divisi i compiti: le invettive, gli anatemi, le polemiche e le espulsioni a Grillo. A tal proposito vi diamo alcuni aggiornamenti su Grillo straparlante e urlante dall’alto dei suoi post: ha detto no ad una richiesta di Ignazio Marino, neo sindaco della Capitale, per un assessorato alla legalità in quota 5 Stelle; ha chiamato “gossipari e pennivendoli” quelli della carta stampata, dicendo frasi in stile ventennio  per nostalgici anacronistici: “Taci, il giornalista ti ascolta”. 

Al contrario le riflessioni di Casaleggio sulla democrazia tecnologica: più ragionate e sicuramente non frutto di arrabbiature. L’ideologo del web elabora una visione prospettica, futuribile, strutturata ideologicamente e culturalmente. Di questa, almeno di qualche aspetto considerata la brevità del blog, vorremmo scrivere. Nella suddetta intervista la giornalista ricorda i video Gaia e Prometheus in cui si profetizza, dopo una terza guerra mondiale, un nuovo ordine planetario basato sulla democrazia diretta della Rete. Il vaticinio della terza guerra mondiale riguarderà lo scontro tra il blocco occidentale delle democrazie dirette (via web) e il blocco composto dalle “dittature orwelliane”. Casaleggio ha risposto che si tratta della finzione del video e, però, secondo alcuni studiosi, non è solo l’immaginazione a prevedere un eventuale futuro conflitto in armi per l’acqua, il gas, il petrolio. Quindi, dopo una malaugurata catastrofe bellica, si formerà un governo mondiale con forti autonomie nazionali. Il profeta della democrazia digitale non si nasconde dietro a un dito quando afferma che ci potranno essere  effetti  positivi e negativi. Questi ultimi si sono già manifestati, secondo la giornalista, nella crisi finanziaria del 2007-2008 con l’uso disonesto di sofisticati strumenti software e hardware, operando scambi e transazioni ad alta frequenza (trading ad alta frequenza).

Il guru digitale si è dimostrato critico nei confronti di Facebook e Google perché possono usare i dati in possesso per qualsivoglia fine. In ogni caso sono state aperte le porte del sapere e della tecnica. Purtroppo, senza un adeguato controllo la democrazia elettronica va a fasi benedire. Ci sarebbe una concentrazione di tecnica e sapere nelle mani di un oligopolio economico. In una situazione del genere il capitalismo neoliberista si rafforzerebbe con la distribuzione delle risorse a vantaggio di pochi. Il quadro mondiale sarebbe caratterizzato da rivolte e/o da derive autoritarie su scala mondiale. Speriamo che sia solo un film di fantapolitica. Abbandoniamo i massimi sistemi e le previsioni sul futuro che non sembrano rosee per considerare la politica dei 5 Stelle e i loro modi rivoluzionari  che dovrebbero cambiare l’agire politico tradizionale, per come afferma l’ideologo del web. Alla considerazione della giornalista che sottolinea la perdita verticale di consensi del Partito Pirata tedesco (Piraten Partei, il primo  ad utilizzare la rete in Europa), Casaleggio risponde con termini che sanno di politica tradizionale: “Io credo che siano necessari (…) una forte capacità organizzativa, delle persone di riferimento e un progetto complessivo. Un progetto politico di Rete…”. Nelle ultime parole sta la differenza, appunto la Rete che permette la diffusione delle nuove idee. Ma nel presente tutti  hanno la possibilità di accedere alla rete? Tutti partecipano alle discussioni nei social forum? Tutti stanno davanti al computer 24 ore no stop? Quanti sono i non partecipanti? Quanti conoscono i data-mining, la piattaforma Meetup, il software LiquidFeedback. E’ verosimile il rischio di cadere dalle oligarchie dei partiti all’élite del web?           

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