Vuoto a perdere

Scritto da  Pubblicato in Tonino Iacopetta

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Alcuni anni fa, un ex onorevole lametino mi rimproverava che io mi ostinassi a considerare Lamezia come l’ombelico del mondo, mentre oggi qualche altro mi rimprovera di voler fare di Lamezia una Repubblica indipendente. Né una cosa, né l’altra ma nemmeno fare di Lamezia un vuoto a perdere, com’è stato fatto sempre dai politici lametini, fatta qualche rara eccezione e come si è continuato a fare nel decennio speranziano. Nonostante i buoni propositi iniziali, incoraggiati dal consenso bulgaro personalmente ottenuto dall’attuale facente funzione di sindaco, visto che la sua attenzione è giustamente attratta dalla superiore competizione elettorale, di cui, per partito preso, non mi voglio interessare, per poi sentirmi rinfacciare la mia inspiegabile avversione nei suoi confronti: dico sempre quello che ho sempre detto al sindaco di Lamezia che cioè, buon per lui se diventa Presidente della Repubblica ma come governatore della nostra modesta città non è stato il meglio che si potesse avere.

Ottimo politico, nel senso antico del termine, ma modestissimo amministratore. Ma, a me interessava che si amministrasse bene la città; che poi essa sia servita come piedistallo (ma a quali costi?) per la propria carriera politica, è un altro paio di maniche. Oggi, ad esempio, soprattutto per fini politici, si scopre che la sanità lametina fa schifo. Grazie, sindaco e compagno Miletta, questo lo so, ma non da oggi, anche da ieri quando mi ricordo che mai i due si siano interessati, se non saltuariamente, di sanità lametina. È giusto sfruttare ogni occasione per fini politici, ma è giusto ricordare alla gente che chiunque fosse stato il governatore di Calabria, destra o sinistra, si sarebbe trovato alle sue spalle il problema della riduzione dei costi, di un piano di rientro e via dicendo. È ovvio che così, ne risentono le prestazioni ma questi sono i fatti, tutto il resto è campagna elettorale. Ora bisogna occuparsi di Lamezia e del suo futuro governo, non bisogna farsi distrarre; noi lametini siamo consapevoli di non essere l’ombelico del mondo, noi lametini non vogliamo diventare una repubblica indipendente, ma, vogliamo un sindaco diverso da quelli che abbiamo avuto sino ad adesso. Per fare questo, il sindaco, ce lo scegliamo noi cittadini, se occorre, prescindendo dalle indicazioni partitiche. Mentre viviamo questi mesi di inutile agonia a cui si è voluta condannare Lamezia, prepariamoci a cambiare radicalmente attraverso la figura di un sindaco che abbia a cuore i problemi principalmente della città e state sicuri che io sarò vigile, state sicuri che ascolterò quanto voi cittadini mi suggerite, strafregandomi di qualsiasi indicazione partitica o politica, si fa per dire.