Brani da “Spillover” di David Quammen: "La più grave pandemia mai apparsa sulla terra si chiama Homo sapiens"

Scritto da  Pubblicato in Francesco Bevilacqua

francesco-bevilacqua-foto-blog-nuova_80da1_19973_ea258_59f1c_e96f0_cec4f_df014_db513_eb6b5_f8fb1_2c83a_da5cd_ac61d-1_c49d8_8565a_1a702_73902_90cc3_d8d69_c1afb_508ed_14fbf.jpgProseguo la pubblicazione di brani dal libro “Spillover” di David Quammen (2012) che racconta degli studi dei virologi sul campo e di come l’attuale pandemia era stata variamente prevista. Chi mi ha seguito sinora faccia uno sforzo e legga attentamente le ultime puntate di questa rapida scorribanda su un libro di oltre 500 pagine, documentatissimo e che, ripeto, benché pluricitato, credo che pochissimi abbiano veramente letto. Seguite, se volete davvero capire quanto sta accadendo, la parte finale. Quella di oggi e quella che pubblicherò domani. In fondo vi sto risparmiando la fatica di leggere il libro! Anche se sarebbe bene che lo leggeste, tutti. Soprattutto coloro che credono che sarà la scienza e non l’etica a salvare l’umanità.

“L’entomologo Alan A. Berryman […]: «Dal punto di vista ecologico, un’esplosione [di una specie vivente – n.d.r. -] si può definire come un estremo aumento della numerosità di una determinata specie che avviene in un intervallo temporale relativamente breve […]. Da questo punto di vista, la più seria esplosione verificatasi sul pianeta Terra è quella della specie Homo sapiens». Qui allude ovviamente, consapevole della provocazione, al tasso di crescita e alla dimensione della popolazione umana, specialmente negli ultimi due secoli. E i numeri gli danno ragione. […] “Dall’epoca della nostra origine come specie, circa duecentomila anni fa, all’anno 1804 la popolazione mondiale è cresciuta fino a raggiungere un miliardo di abitanti. Tra il 1804 ed il 1927 è aumentata di un altro miliardo; nel 1960 ha raggiunto i tre miliardi; e da allora è cresciuta di un miliardo ogni tredici anni circa. Nell’ottobre del 2011 eravamo sette miliardi, ma anche questo traguardo è volato via […]. È un fenomeno che risponde sicuramente al requisito di Berryman [l’entomologo Alan A. Berryman – n.d.r. -]: una crescita estrema in un arco di tempo relativamente breve. […] Edward O. Wilson [biologo – n.d.r. -] si è sentito di fare due calcoli: «Quando Homo sapiens ha superato il traguardo dei sette miliardi, la nostra biomassa era già forse cento volte maggiore di quella di qualsiasi altro animale terrestre di grandi dimensioni mai esistito». […] E siamo consumatori affamati, a livelli senza precedenti. Nessun altro primate ha pesato così tanto sul pianeta, neanche lontanamente. In termini ecologici siamo quasi paradossali: animali di grande corporatura e molto longevi, ma assurdamente numerosi. Siamo un’esplosione, come una pandemia.” (Quammen pp. 512/514).

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