Diavoli in tazza...

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

maria_arcieri_d23ae_3802d_63ae8_c7abf_6cf7d_0f295_41338_e9bd8_d1e69_33fc3_028db_fcc1c_f44b8_0f3c1_26a9d.jpgNon per tutti è così. Ma per coloro che di natura hanno già un atteggiamento carattere (usate il termine che meglio preferite) conflittuale nervoso litigioso, questa meravigliosa bevanda nera, fa scaturire il demone che si ha dentro. E non c’entra il numero di tazzine, perché anche se si riesce a detox disintossicare appena un solo grammo chicco di caffè il fisico e la mente lo richiedono. E si entra in una caffetteria e si surriscalda sul fornello elettrico a casa. È una dipendenza, perché chi si riattiva, è cosciente che senza perderebbe il mordente, la tonicità per poter agire nelle sue funzioni lavorative e di vita quotidiana.

E anche se lo sostituisce per i giorni successivi con altre bevande come lo zuccheroso ginseng o caffè d orzo o decaffeinato, o il triste e inglese te inizierà a fare tutti i termini di paragone possibili e immaginabili fino a quando non ritornerà a intossicarsi con il suo amato caffettissimo in tazzina. E ritorna a rispondere, a urlare a chiunque alza la voce o gli prende il parcheggio o cerca di essere presuntuoso con lui/lei. Per chi non ha energia nel dna il caffè ti rende wonder woman o superman. Quindi, siamo intossicati ma energici e felici perché sostituisce l’antidepressivo!

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