Il nuovo libro di Mimmo Gangemi

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

 

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 L’attesissimo ritorno in libreria di Mimmo Gangemi é ormai cosa fatta: a metà febbraio ci troveremo tra le mani il suo nuovo lavoro. L’autore de La signora di Ellis Island e de Il giudice meschino, diventato anche serie tv con Luca Zingaretti, sarà infatti in tutte le rivendite italiane con “Marzo per gli agnelli’’ (Piemme), quasi 300 pagine, dedicate a moglie e figli, ma che i tanti appassionati dello scrittore di Santa Cristina d’Aspromonte attendevano in verità da tempo. Solo a chi non ha più nessuno da cui tornare è concessa la libertà di non avere paura. «Però non ha denunciato. Non per paura. Avesse avuto paura, non sarebbe andato a fare indagini. Se non ha paura, cosa la spinge a tacere». Non rispose. Lui stesso non era in grado di decifrare appieno le ragioni del suo silenzio. «Intende dirmelo perché non ha avuto paura?» insistette. Garbato ora. La paura ce l’ha chi ha da perderci. Io quello che avevo da perdere l’ho già perso».

È solo un accenno che troverete nelle 288 pagine. Ognuno ha con il destino un appuntamento che non è in grado di dirottare. Quello di Giorgio Marro, brillante avvocato penalista, si è compiuto nel momento in cui un dramma ha colpito la sua famiglia in diversi modi, tutti disastrosi: il figlio piccolo ora in un’immagine sorridente da una lapide, il maggiore in sospensione tra un inganno di vita e la morte che se la prende comoda, sbeffeggia anche, la moglie in un delirio doloroso che l’ha indotta a scendere dal mondo, lui impaziente che si consumi la caduta interminabile e giunga il tonfo. Mentre annaspa tra limacciosi pensieri di distruzione, Giorgio intravede i bagliori di una battaglia che è disposto a combattere solo chi non ha più niente da perdere, solo chi, dopo aver vissuto con le spalle voltate a non vedere, può smettere di avere paura: c’è la ’ndrangheta dietro la pressante richiesta di acquistare un suo terreno a picco sul mare dello Stretto, brullo e arso dal sole, e che non vale nulla; c’è la ’ndrangheta dietro la scomparsa di due malavitosi, padre e figlio, che lui è stato l’ultimo a vedere vivi, lassù nella proprietà contesa, e che immagina incappati nella lupara bianca; c’è la ’ndrangheta dietro le prepotenze per convincerlo a vendere. E da quelle parti la ’ndrangheta è zi’ Masi, un capobastone che non sa rinunciare all’antico, la ’ndrangheta sono i Survara, che hanno abbracciato la modernità delittuosa e le nefandezze a essa appiccicate. Marro indaga. Si spinge lontano, fino a disturbare l’avidità feroce, fino a restare ingabbiato nei contrasti tra le due ’ndrine, fino a impattare nella brutalità della violenza criminale, fino a stagliarsi ombra solitaria, lunga di un sole già basso.

Un’altra magnifica pagina di scrittura e di letteratura, una prova di maturità dopo i grandi successi che Gangemi ha ottenuto negli ultimi mesi fuori dai confini nazionali (in Francia soprattutto), che sicuramente ci restituisce un tono di narrazione al tempo stesso antica e nuova, come ai livelli di Ellis Island. Mimmo Gangemi è nato a Santa Cristina d’Aspromonte nel 1950. Ingegnere, vive in Calabria ed è autore di diversi romanzi, tra cui Il giudice meschino, da cui è stata tratta una serie tv interpretata da Luca Zingaretti, e La signora di Ellis Island, apprezzatissimo da pubblico e critica. Collabora, tra gli altri, con il quotidiano La Stampa.

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