In Querida Amazonia l'esortazione poetica di Papa Francesco per una ecologia integrale

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

pino_gulla_36604_1ab0c_3f558_1f0e4_4b688-1_a5e57-1_d8888_28843_4c5f8_3403b.jpgQuerida Amazonia (Cara Amazzonia) è il documento post-sinodale pubblicato a febbraio, dopo il Sinodo (l’Assemblea speciale dei vescovi) dell’ottobre scorso per la Regione Panamazzonica. Ribadito il tema al primo dei 111 punti con il titolo: Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale. Richiama immediatamente Laudato si’. Enciclica (lettera pastorale) sulla cura della casa comune, precisamente al capitolo quarto riguardante appunto “un’ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali”. Come nella nota 1 di Querida Amazonia: “…un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare il grido della terra quanto il grido dei poveri”. E poi al punto 23: “Nella Laudato si’ ricordavamo che se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana…”.  Dal paragrafo 137 al 158 dell’Enciclica l’ecologia integrale viene articolata muovendo dal modello che connette ambiente, dimensione umana e sociale, riportata nella nota 48 dell’esortazione apostolica post-sinodale: “Non è superfluo insistere che tutto è connesso” o nella nota 51: “Le comunità aborigene (…) quando rimangono nei loro territori sono quelle che meglio se ne prendono cura”.  L’Enciclica sulla cura della casa comune, del 2015, rappresenta l’inizio della riflessione teologica e intellettuale di Bergoglio sull’ambiente, tenendo sempre presente l’apporto positivo della scienza con la quale instaura un dialogo; il secondo momento è l‘elaborazione dell’Instrumentum laboris (17 giugno 2019), documento di riferimento dei lavori sinodali, che si sono svolti dal 6 al 27 ottobre 2019; quindi, a febbraio di quest’anno, il testo del Pontefice a conclusione (per adesso) delle attività. Querida Amazonia è stato presentato in Sala Stampa Vaticana; tra gli altri, ha partecipato il climatologo Carlos Nobre, Nobel del 2007. Le sue parole: “A nome della comunità scientifica do il pieno sostegno alle affermazioni socio-ecologiche di Querida Amazonia”.

Tanto spazio dei mass-media alla possibilità dell’ordinazione di uomini sposati (viri probati) suggerita dal Sinodo sulla quale il Papa “non fa menzione forse perché non ritiene la Chiesa ancora pronta” (è l’opinione del Movimento internazionale dei preti sposati) o, forse, per non creare tensioni con la Chiesa tradizionalista statunitense. In compenso accetta quanto è scritto nel documento sinodale in merito alla proposta senza volerla sostituire o ripetere nella sua interezza. Per adesso Papa Bergoglio consiglia altre vie per sopperire alla carenza di sacerdoti, rafforzando il ruolo dei laici e delle donne.

Ma ci sono altri aspetti, punti significativi, passaggi, richiami che rendono l’esortazione per l’Amazzonia connessa alle problematiche contemporanee. Tali questioni hanno a che fare con l’antropologia e l’etnologia: “Si tratta di conoscere l’altro e di apprezzarlo come altro con la sua sensibilità, le sue scelte più personali, il suo modo di vivere e di lavorare”. Viene evidenziata la politica predatoria del neoliberismo: “Alle operazioni economiche, nazionali e internazionali, che danneggiano l’Amazzonia e non rispettano il diritto dei popoli originari (…) Quando alcune aziende assetate di facili guadagni si appropriano dei terreni e arrivano a privatizzare perfino l’acqua potabile” o danno il via libera all’industria del legno pregiato, dei prodotti minerari e petroliferi con il risultato di devastare il territorio.

Caratteristica originale dell’esortazione apostolica post-sinodale è la presenza della letteratura amazzonica e/o latino-americana collegata al disastro di quanto detto poc’anzi. Ho scelto alcune rime per l’economia del pezzo, ma tutte meriterebbero menzione. I versi di Ana Varela Tafur, poetessa peruviana, docente all’Università nazionale dell’Amazzonia, segnano l’ingresso della poesia nel documento: “Molti sono gli alberi/ dove abitò la tortura/ e vasti i boschi/ comprati tra mille uccisioni” (Timareo, Lo que no veo en visiones, Cosa non vedo nelle visioni. E da Poesia Obrera, Poesia dei lavoratori, Amazonia solitaria, di Jorge Verga Marquez, poeta operaio boliviano, la storia triste di questo paradiso terrestre: “I mercanti di legname hanno parlamentari/ e la nostra Amazzonia non ha chi la difenda (…). Esiliano i pappagalli e le scimmie (…) Non sarà più la stessa la raccolta delle castagne”. E la poesia di Juan Carlos Galeano, originario della Regione amazzonica colombiana, insegna poesia latino-americana e cultura dei popoli amazzonici all’Università statale della Florida: “C’era una volta un paesaggio che appariva col suo fiume/ i suoi animali, le sue nuvole, gli alberi. / A volte però, quando da nessuna parte si vedeva/ il paesaggio col suo fiume e i suoi alberi, / a queste cose toccava apparire nella mente di un ragazzo [le cose dovevano uscire nella mente di un ragazzo]” (Amazonia y otros poemas, Amazzonia e altre poesie). Non potevano mancare i versi di Pablo Neruda, poeta cileno, forse il più importante della letteratura latino-americana. Da Canto General: “Rio delle Amazzoni/ capitale delle sillabe dell’acqua, / padre patriarca, sei/ l’eternità segreta/ delle fecondazioni, / a te scendono fiumi come uccelli” (Amazonas).

Al punto 44 il commento di Papa Bergoglio: “L’acqua abbaglia nel Gran Rio delle Amazzoni, che raccoglie e vivifica tutto intorno”. Per Raniero La Valle, cattolico democratico, già parlamentare della Sinistra Indipendente, il testo post-sinodale è una lettera d’amore “intriso di poesia.  Non si era mai visto un papa che in un documento magisteriale [documento ufficiale della Chiesa cattolica] facesse propria una poesia”. Secondo Luigi Accattoli, giornalista scrittore e vaticanista “Querida Amazonia è anche un’antologia di poeti e scrittori: riporta brevi testi letterari perché Papa Francesco è convinto che l’arte della parola ha la capacità di comunicare una più alta visione del reale”. Portando la poesia amazzonica nel testo post-sinodale, il Papa, permette al lettore di cogliere in profondità la bellezza dell’Amazzonia da cui poeti e letterati traggono ispirazione; l’Amazzonia è musa ispiratrice; dai fiumi, dalla vegetazione, dal paesaggio prendono vita i versi.  In tal modo il documento post-sinodale è anche testimonianza letteraria e culturale di sensibilizzazione e presa di coscienza dell’ecologia integrale per fronteggiare chi vuole distruggere tanta bellezza.

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