“Non smettere mai di sorridere, perché un giorno senza sorriso è un giorno perso” (Charlie Chaplin)

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

maria_arcieri_d23ae_3802d_63ae8.jpgUna ragazza per difendere la madre dalla furia del padre lo ha dovuto uccidere. Questo è un fatto di cronaca. La ragazza aveva perso il sorriso con questo genitore che sotto effetto dell’alcol alzava le mani alla mamma. Ma non accade solo nelle famiglie di avere a che fare con questi soggetti.

John E. Steinbeck dice che la tristezza che penetra l’anima è più letale di un virus. E perdere il sorriso è il primo sintomo. Un cattivo padre, un amico falso, un capo incapace, alterano la nostra allegria e modificano la nostra carica emotiva. Nel sud essere seriosi è sintomatico (per loro) di serietà. Ma queste sono mele marce che espandono il loro malessere infettandoci con il cattivo umore, la loro stupidità e la loro assenza di tatto. Bisogna mettere limiti e distanze. È essenziale. È importante trovare l’antidoto, cioè attorniarci di persone che vale la pena avere a fianco.

Tony Schwartz, è il giornalista che si è guadagnato la fama con il libro “L’arte del negoziato”, scritto per Donald Trump che tratta l’ideale del trionfo, un best seller. È la biografia di un famoso uomo d’affari con l’aspirazione di conquistare la presidenza degli Stati Uniti d’America.

Sono passati 30 anni dalla stesura del libro che ha contribuito a creare un mito di cui l’autore si pente. Oggi Schwartz dirige la The Energy Project, un’azienda che aiuta le altre a creare un ambiente di lavoro rispettoso e armonioso, per permettere al capitale umano di poter esprimere il meglio. Nel libro viene spiegato che nella maggior parte degli ambienti lavorativi sono presenti le cosiddette “mele marce” quelle che con il loro atteggiamento logorano gradualmente il dinamismo e la produttività di tutta la struttura. Seminano preoccupazioni, creano tensioni e spargono ansie tra i colleghi in modo indiretto, e persistente. “Cancellare” queste persone dalla realtà intima è una questione vitale.

Poi ci sono gli amici, che esistono per rallegrare la vita, riempirla di significati e di potenti punti di riferimento. Se esercitano un abuso, allora non sono amici. La famiglia è fatta per aiutarci a crescere. Se fa tutto l’opposto, non è una vera famiglia. I colleghi e i nostri superiori devono tirare fuori il meglio di noi per poter navigare verso un unico fine: far trionfare l’organizzazione. E se l ‘obiettivo non è realizzato, non è stato fatto un buon lavoro. Il sorriso, è un gesto universale, è il riflesso di un benessere interiore in cui c’è armonia tra la sicurezza personale e la sensazione di competenza e il sapersi amati, rispettati ed apprezzati.

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