Un mese per riflettere

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Purtroppo nel mondo ci sono persone che non vanno ogni giorno a pranzo o a cena al ristorante o a prendere il caffè. Perché non hanno la possibilità di pagare. Altre che non possono avere il lusso di andare in palestra perché i loro fisici sono smagriti dalla fame  e non hanno esigenze di praticare il fitness. Però a loro nessuno prima della pandemia ci aveva mai pensato. Persone che sono in fila nelle mense della Caritas, cosa può interessare che le piazze siano invase da professionisti della ristorazione a meno che non siano stati i loro angeli che li hanno sfamati (come molte volte succede) con i pasti non venduti e che magari ora non possono riceverne. A loro chi pensa? l’ira è un peccato. Nel Vangelo Gesù scacciò i mercanti dal tempio rovesciando i tavoli. Anche l’ira può essere giustificata? Il racconto è in tutti e quattro i Vangeli. 

In quello di Giovanni Gesù, in occasione di una festa di Pasqua. "Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: "Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato. L’evangelista spiega che Gesù non si riferiva al tempio erodiano «ma parlava del tempio del suo corpo". "Quando fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che detto queste parole, e credettero alla Scrittura e alla sua parola”.

 L’ira è giustificata se ha una valida motivazione. E in questo caso sussiste. Ma non la violenza che devasta le città. Può essere anche silente l’ira. Come di quelli che non hanno nulla. E noi non la ascoltiamo mai. O forse con il centesimo che regaliamo quando incrociamo il bisognoso ci sembra di aver fatto il possibile e sentiamo che la coscienza è a posto. E’ giusto che le categorie in questo momento maggiormente penalizzate sul fronte del lavoro manifestino. E’ un loro diritto. Ma c’è chi non ha neanche la possibilità di manifestare per far ascoltare il suo grido disperato in cerca di aiuto. Ora ci penseremo di più?

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