Anestetico quotidiano

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Si dovrebbe iniziare evitando lo shopping di tutti i tipi, dai vestiti, alle scarpe agli oggetti per la casa. E’ un esercizio, o meglio una sfida di consapevolezza la "Buy Nothing Challenge". Naturalmente all’inizio potrebbe sembrare difficile perché alla minima avvisaglia di stress il pensiero corre all’idea di comprare. Ma è nello step successivo che compare uno spazio mentale tra desiderio e gesto. E si inserisce una fase in cui decidiamo di osservare le nostre abitudini. E inizia una forma di libertà in cui apprezziamo i capi del nostro armadio, perché la buy nothing challenge non è considerata una privazione ma una presenza. E’ un rapporto diverso con il desiderio, è un modo per rallentare, per ascoltare quando diciamo “mi serve”. In questo modo, ringrazia il portafoglio e la mente, perché riceve, meno stimoli, meno caos e più chiarezza. Ma per riuscirci a sentirci bene occorrono, tempo e cura. Dai piccoli piaceri quotidiani alla passeggiata senza meta, al caffè con un’amica, al libro lasciato da parte. E se un giorno, decideremo di torneremo a comprare, avverrà meno e meglio. In quanto, la vera rivoluzione è sapere perché compriamo. E sentire che la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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