Salta al contenuto principale

carlo_9674b.jpg

Lamezia Terme - "Dal Tabernacolo al mondo: Carlo e Francesco, due cuori sulla stessa strada Un cortometraggio di Francesco Polopoli tra adorazione eucaristica, semplicità e servizio
Due giovani, due epoche, due percorsi apparentemente lontani. Eppure una stessa direzione: partire da Dio per ritrovare l’uomo. È questo il cuore di «Carlo e Francesco: due cuori, un’unica strada», cortometraggio a uso pastorale nato da un’idea di Francesco Polopoli, che mette in dialogo la spiritualità di San Carlo Acutis e quella di San Francesco d’Assisi attraverso il linguaggio delle immagini" è quanto si legge in una nota.

"Il progetto nasce dall’intuizione di accostare due figure separate da secoli, ma accomunate da una fede vissuta nella concretezza, dalla ricerca dell’essenziale, dalla fraternità e dall’attenzione verso gli altri. Carlo e Francesco diventano così compagni di un ideale viaggio spirituale nel quale la distanza temporale lascia spazio alla sorprendente attualità del loro messaggio. Il cortometraggio si inserisce nelle celebrazioni per il ventesimo anniversario della nascita al Cielo di San Carlo Acutis e per l’800° anniversario della nascita al Cielo di San Francesco d’Assisi. Ideato da Francesco Polopoli e realizzato nel montaggio da Paolo Pavels Nettuno, il progetto è pensato per essere messo a disposizione di parrocchie e gruppi della diocesi, come strumento per incontri, momenti di preghiera e percorsi pastorali".

"Al centro della narrazione c’è l’adorazione eucaristica. Non semplicemente come pratica devozionale, ma come luogo interiore nel quale ritrovare il silenzio, l’ascolto e l’essenziale. Davanti al Tabernacolo il ritmo della quotidianità rallenta: il rumore lascia spazio alla contemplazione e lo sguardo viene educato a riconoscere ciò che spesso la frenesia nasconde.
È proprio dall’Eucaristia che prende forma il cammino spirituale di Carlo Acutis. Il giovane santo viene presentato attraverso il suo rapporto con Cristo e attraverso quella semplicità concreta che rende la fede una scelta quotidiana. Da qui emerge il suo «kit della santità»: la Messa quotidiana, il Rosario, la Sacra Scrittura, l’adorazione eucaristica, la confessione e l’impegno a custodire il cuore dal peccato grave. Un itinerario essenziale, fatto di gesti alla portata di tutti, nel quale la santità non viene rappresentata come una meta irraggiungibile, ma come un cammino quotidiano di preghiera, responsabilità, cadute e ripartenze".

"Accanto a Carlo compare Francesco d’Assisi. Il Poverello diventa una presenza capace di parlare ancora al presente: la sua scelta dell’essenzialità, la fraternità, la libertà interiore e l’amore tradotto in gesti concreti entrano in un dialogo ideale con la testimonianza di Carlo. È qui che il cortometraggio trova uno dei suoi passaggi più significativi: la santità cambia epoca, ma non cambia strada. Francesco vive nel Medioevo; Carlo attraversa il mondo della tecnologia e della comunicazione digitale. Entrambi, tuttavia, indicano una medesima direzione: liberare il cuore dal superfluo per lasciare spazio a Dio e agli altri. La domanda che attraversa il film è semplice e radicale: come lasciare spazio a Dio nella propria vita?
La risposta passa attraverso l’essenzialità. Francesco insegna a spogliarsi di ciò che appesantisce il cuore; Carlo mostra come questa stessa scelta possa essere vissuta anche nella contemporaneità, dentro una realtà segnata dalla tecnologia, dalla velocità e dalle continue sollecitazioni. La realizzazione audiovisiva affida alla regia e al montaggio di Paolo Pavels Nettuno il compito di trasformare questa riflessione in racconto per immagini, mentre la cura linguistica e culturale è accompagnata dal lavoro della traduttrice Maria Bartoletta. Le musiche di Marco Mammoli e Michele Rosati contribuiscono alla costruzione di un’atmosfera nella quale immagini, parole, suoni e silenzi si intrecciano".

"La macchina da presa sceglie spesso di suggerire anziché spiegare: una chiesa immersa nel silenzio, la luce che attraversa la navata, un volto davanti al Tabernacolo, un gesto di servizio, un incontro, una pausa musicale. Sono piccoli frammenti che compongono una narrazione nella quale la dimensione spirituale emerge soprattutto attraverso ciò che accade tra un’immagine e l’altra. Anche il montaggio diventa parte integrante del percorso. Il ritmo si fa più lento nei momenti di adorazione e contemplazione, mentre acquista dinamismo quando la narrazione entra nella vita quotidiana. È un movimento continuo tra silenzio e azione, tra preghiera e vita, fino a suggerire un passaggio fondamentale: dalla contemplazione al servizio. È questa la vera direzione della «strada della Luce»: non allontanarsi dal mondo, ma imparare ad abitarlo con uno sguardo nuovo. L’adorazione eucaristica diventa allora il punto di partenza. Dal silenzio nasce lo sguardo; dallo sguardo nasce l’attenzione; dall’attenzione nasce il servizio. Il cortometraggio non propone soltanto un confronto tra due santi. Mette piuttosto davanti allo spettatore una domanda personale: che cosa significa vivere una vita abitata da Dio?".

"La risposta non viene consegnata come una formula. È affidata alle immagini, alla musica, alle parole e soprattutto ai silenzi. Carlo e Francesco diventano così due testimoni di una stessa possibilità: vivere la fede senza separarla dalla quotidianità, trasformare la preghiera in attenzione, la contemplazione in prossimità, la semplicità in servizio. Pensato per le comunità pastorali, il cortometraggio vuole essere uno spazio di riflessione e di preghiera, capace di parlare soprattutto attraverso la forza immediata del linguaggio cinematografico. Due cuori. Due epoche. Una sola strada. Una strada che parte dall’Eucaristia, attraversa la semplicità e la fraternità e approda al servizio. Una strada che nasce nel silenzio del Tabernacolo e si apre al mondo. Una strada antica nelle sue radici, ma sorprendentemente attuale. La strada della Luce: dall’Eucaristia al servizio. La strada che conduce all’Infinito".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.