Ancora sul dissesto

Scritto da  Pubblicato in Basilio Perugini

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Ho provato un senso di forte sgomento e di tristezza nell’apprendere la notizia della deliberazione con la quale la Corte dei Conti ha bocciato il piano proposto per evitare il dissesto. Sgomento e tristezza ancora più grandi nel constatare che la maggior preoccupazione della gran parte dei politici lametini è quella di trovare i responsabili di questa situazione disastrosa. Devo ancora una volta ribadire che si tratta di polemiche inutili e dannose. E’ chiaro che la responsabilità è di coloro che hanno governato la Città e di coloro che hanno consentito una simile gestione della cosa pubblica senza reagire, né sul piano politico né sul piano giuridico, con le azioni, le iniziative e gli strumenti che il nostro ordinamento mette a disposizione delle assemblee elettive e dei loro componenti.  Ma il giudizio e la sanzione dovranno deliberarla i cittadini con il voto allorchè saranno chiamati alle urne per eleggere la nuova amministrazione. E’ non è questo il momento. Oggi non è importante disquisire sulle responsabilità ma ragionare sulle iniziative da adottare per scongiurare, ed ancora è possibile, la dichiarazione di dissesto. Al di là di evidenti incongruenze e vizi formali della delibera della Corte dei Conti, ci sono gli strumenti, sia sul piano amministrativo che su quello giurisdizionale, per impugnare detto provvedimento e per impedire che alla Città venga elargita l’ennesima mortificazione e con essa l’ ingiusta imposizione di sempre più insopportabili oneri per i cittadini. Ma per attivarli occorre solo unità di intenti, freddezza e competenza nel pianificare le iniziative da adottare e grande senso di responsabilità.

Unità di intenti, perché tutti, membri di giunta e consiglieri comunali, a prescindere dal partito di appartenenza, si devono in ogni modo prodigare per il bene di Lamezia e dei Lametini, adottando le iniziative più utili ed opportune; freddezza e competenza nel pianificare le iniziative da adottare, affidandosi ad avvocati esperti, particolarmente  di diritto amministrativo, che a Lamezia di certo non mancano; senso di grande responsabilità da parte di tutti, partiti e società civile, nel sostenere senza tentennamenti questa difficile battaglia. E non ci si illuda di poter ottenere gli aiuti di cui hanno goduto e godranno grandi città come Roma e Napoli, dove pure le rispettive amministrazioni hanno fatto peggio che a Lamezia. Di fatto Lamezia non esiste per la politica regionale e nazionale, essendo considerata frequentemente solo una fastidiosa entità da tenere a bada e da strumentalizzare per ciò che di buono può avere. Lamezia non ha santi in paradiso. Se li avesse avuti avrebbero certamente vigilato e sarebbero intervenuti per impedire che si verificassero questo e tanti altri eventi pregiudizievoli per la Città. Ma quelli che avrebbero dovuto essere i santi protettori, sia in regione che in parlamento, erano evidentemente in tutt’altre faccende affaccendati.

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