Per un Omissis in più

Scritto da  Pubblicato in Tonino Iacopetta

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È esposto un manifesto per tutta Lamezia, dove si legge che alcuni organi di stampa parlano di consiglieri comunali lametini collusi. Nessuno ha mai scritto questo, nemmeno il settimanale regionale calabrese che per primo ha parlato di omissis a proposito del Presidente del Consiglio regionale, Talarico. Quanto ai presunti consiglieri comunali collusi, se è vero che ci sono alcuni omissis in Perseo, sono più che logici, non essendo suffragate da prove la presunta collusione; ove ci fossero, la magistratura sarebbe la prima a indicare i colpevoli. Non si può impedire ad un collaboratore di giustizia di dire se ha avuto o no dei santini in campagna elettorale, cosa normalissima, parlando di cittadini italiani che in quanto tali, possono votare non importa se dentro o fuori dal carcere. Il problema è un altro, e sorge quando intervengono accordi precisi, un dare e avere in altre parole. Basta perciò morbosità e attese più o meno interessate. Ad esempio, io non ho capito perché nel manifesto in questione, ci si preoccupa del piano regolatore urbano, quel piano strutturale che molti non vogliono o vogliono ridotto a misura, di cosa non si capisce. Ma torniamo a noi, perché io nel mio precedente blog ho detto chiaro e tondo e lo ripeto che i voti controllati malamente possono essere un buon migliaio e non spiegano l’elezione di addirittura otto consiglieri; spiegano invece quello che io condanno e per cui invito a votare in futuro per un partito che sia il Partito della Gente, un partito a cui i cittadini danno il voto non per interesse individuale, e sono proprio i voti di più di quarantamila persone assolutamente non condizionate dalla mala e che pure si lasciano condizionare, da chi compra in un modo o nell’altro il loro consenso. Questa è la vera mala politica, questa è la causa per la quale Lamezia non è cresciuta e non crescerà se non si compie una svolta a trecentosessanta gradi, quella che io invoco. Per questo dobbiamo sapere scegliere le persone giuste a cominciare dal sindaco e non me ne frega niente dei programmi sbandierati, io voglio sapere con chi ho a che fare e Perseo, che del resto ha svolto un’opera divina di risanamento morale non è del resto giunto alla fine, a condannare chi e per cosa. Però ci ha chiarito tanto e ci invita al cambiamento, ci invita a stare attenti ancora prima delle sentenze passate in giudicato. Quello che io non voglio più vedere nella mia città è il voto interessato, il voto dato purtroppo a Lamezia in modo trasversale da quasi tutti gli elettori, magari io stesso non escluso, e faccio severa autocritica. Non giustifichiamoci con il voto condizionato da interessi mafiosi perché non ci siamo con i numeri; se un certo consigliere ha preso ottocento e passa voti,  addirittura  a volte migliaia, sono proprio quei voti dati in modo interessato da persone che non sono affatto mafiose ma ugualmente riprovevoli e comunque, quando si hanno prove certe di voto di scambio la Magistratura è la prima ad intervenire, se non vuole essa stessa dare omissione d’ufficio. Non cerchiamo scuse, e noi lametini, cerchiamo di cambiare comportamento elettorale; quanto al futuro sindaco dovrà essere una persona altruista, perché troverà un Comune al limite del collasso economico, nel mentre che ogni cittadino quotidianamente, passando per Piazza Mazzini, può assistere al magnifico monumento che ci lascia questa amministrazione e che si spera possa essere cambiato anche se, per il verde che c’èra, ci vorranno secoli perché ritorni.

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