Dopo l’intervista al professore Giuseppe Gembillo ho riletto Filosofia della complessità e…

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

pino_gulla_36604_1ab0c_3f558_1f0e4_4b688-1_a5e57-1_d8888_28843_4c5f8_3403b_9715d_570fd_37a2e.jpgHo visto su YouTube la conversazione del giornalista Franco Arcovito con il professore Giuseppe Gembillo riguardante Covid-19 e Filosofia a “360 gradi”. Lo studioso, stimolato dalle domande, ha argomentato con chiarezza su ecologia, politica, complessità, mettendo a fuoco le drammatiche problematiche del mondo attuale e su come uscirne. All’improvviso mi sono ricordato di Filosofia della complessità, lavoro importante scritto dal filosofo messinese insieme ad Annamaria Anselmo, ordinario di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Messina. Il libro, edito da Le Lettere nel 2013fa parte della collana di studi di Filosofia e Scienze della Complessità GaiaMente, diretta da Giuseppe Gembillo, già ordinario nell’Ateneo messinese, e Giuseppe Giordano, anch’egli professore ordinario di Storia della Filosofia presso lo stesso Ateneo.  Nell’introduzione spiegano che cos’è Filosofia della complessità: “…è il frutto di una grande quantità di letture interdisciplinari accumulate in più di quarant’anni di studi da Giuseppe Gembillo e in più di vent’anni da Annamaria Anselmo” (pag. 12). I due autori hanno strutturato il volume utilizzando “la metafora del viaggio”, accompagnati da maestri ispiratori: Eraclito, Aristotele, Vico, Kant, Hegel, Croce e Morin per quanto riguarda gli umanisti; Poincaré, Mach, Einstein, Bohr, Heisenberg, Prigogine, Maturana, Wiener, Mandelbrot e Lovelock per gli scienziati.  Hanno così oltrepassato il riduzionismo e da un sistema statico e chiuso sono arrivati ad un sistema complesso, “come aveva sottolineato Benedetto Croce e come oggi ribadisce Edgar Morin”, integrando unità e distinzione, omogeneità e diversità. Soggetto e oggetto interagiscono, specialmente l’essere vivente con l’ambiente circostante. Ed ecco la svolta: “La staticità, l’equilibrio, l’ordine definitivo non esistono, sono soltanto produzioni astratte del linguaggio della fisica classica. Storicità e complessità rappresentano dunque i nuovi punti di riferimento (…) per una Filosofia che mantenga sempre aperto il legame con la scienza, ma non con quella galileiana, bensì con quella della complessità” (pag. 28). Quindi sono state percorse nuove strade storico-teoretiche.

Queste pagine rilette sono state prima relazioni nella Scuola Estiva di Alta Formazione “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme, dove Gembillo ha coordinato l’attività seminariale; borsisti, docenti, appassionati, non solo lametini hanno avuto il privilegio di frequentare le lezioni e di essere aggiornati sulle diverse tappe del progetto storico-teoretico, coinvolgente nei dibattiti e negli approfondimenti. Sono stati 18 anni di impegno appassionato, dal 1997 al 2014. Tanto per rinfrescare la memoria. Nel settembre del 2007 si sono svolte le lezioni concernenti Economia, Etica, Ecologia. In quel seminario Gembillo citò la biologa Rachel Carson, l’oncologo Van Rensselaer Potter e il chimico James Lovelock. Sei anni dopo le relazioni lametine del filosofo di Messina sono diventate pagine scritte nella Filosofia della complessità. Per me è stato facile sfogliare il libro e ritrovare le tematiche del seminario alla Settima via. Dall’etica all’ecoetica: “La data di nascita dei problemi che hanno poi condotto al sorgere della Bioetica è individuabile nel 1962, quando la biologa americana Rachel Carson ha pubblicato Silent Spring [Primavera silenziosa] nelle cui pagine annotava che, (…) a partire dagli inizi del Novecento, (…) la specie umana è riuscita ad incidere (…) in maniera sempre più profonda, trasformando la natura circostante. (…) La nascita ufficiale della bioetica può esser fatta risalire al 1971, anno in cui Van Rensselaer Potter ha pubblicato Bioetica ponte verso il futuro” (pp.163, 166-167). E a proposito dello scienziato James Lovelock: “…bisogna considerare la Terra come un vero e proprio sistema, che comprende tutta quanta la vita e tutto quanto il suo ambiente strettamente accoppiati così da formare un’entità che si autoregola” (p. 61). Poi l’Ottava Via. Dalla politica ideologica alla politica complessa. Lo stesso titolo del seminario del 2013 che si è svolto dal 25 al 27 settembre e le cui argomentazioni sono state ribadite nell’intervista dallo studioso nel momento in cui ha affermato che il Covid-19 ha spinto il Governo verso una “dittatura” necessaria per la salute dei cittadini. E proprio in questi giorni ci accorgiamo di quanto sia preziosa la libertà delle nostre abitudini quotidiane. Dobbiamo ricordarcene quando ritorneremo in una situazione di normalità, stigmatizzando chi vuole “pieni poteri” per governare. Lo studioso ha adeguato all’immediatezza dell’intervista tematiche concernenti la prima lezione del seminario anzidetto, precisamente Antitotalitarismo e Laicità dello Stato, argomenti che fanno parte dei paragrafi 36 e 37 del libro: “Chiunque si sia convinto di possedere la verità assoluta ha punito i dissenzienti con roghi, con stermini, organizzati, con gulag, con campi di concentramento o con altri mezzi altrettanto persuasivi” (pp. 186-189). Ecco il privilegio di cui hanno potuto godere gli “allievi” della Scuola Estiva di Alta Formazione “Francesco Fiorentino”: avere frequentato le lezioni sulla Complessità, nuovo percorso storico-teoretico, oltre la scienza classica di origine galileiana e il riduzionismo. Nelle ultime parole dell’intervista il richiamo alla Terra-Patria di Edgar Morin, il filosofo della Complessità, come nel libro e nel seminario del 2013: “… ognuno spesso, suo malgrado, si rende conto del fatto che siamo tutti figli della stessa Terra-Patria (…) rappresenta la nostra comunità di destino” (pp.106, 175). La recente intervista al professore Giuseppe Gembillo e le problematiche mondiali evidenziano la pregnante attualità delle tematiche trattate nei seminari della Scuola Estiva “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme.

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