In memoria di Mario Cuiuli

Scritto da  Pubblicato in Giovanni Iuffrida

Iuffrida_matita-OK.jpg“È tornato alla Casa del Padre il sig. Mario Cuiuli”, così riporta il manifesto funebre. Come è evidente, tutto in linea con la persona speciale che era. Una semplice specialità. Se ne è andato in punta di piedi, così come è arrivato nel secondo dopoguerra. Non riempiva gli spazi, sempre defilato, pronto all'osservazione, lettore scrupoloso di persone e contesti. Colto e raffinato nelle sue “visioni” della città. La sua formazione ne faceva un Ingegnere capace di coniugare la tecnica con la letteratura, due aspetti apparentemente lontani ma complementari alla sua profonda sensibilità. Per questa ragione, il territorio per l'Ingegnere Mario Cuiuli non era soltanto uno spazio fisico, ma un luogo di incontro, di identità storicamente definite.

Il “luogo” è stato matrice della sua vita e della sua formazione. Corso Numistrano, la Cattedrale, capisaldi fondamentali del suo profilo umano, sintetizzano più di ogni altra cosa la sua essenza vitale: da una parte la storia urbana, con la sua bellezza espressa in materia, e dall'altra la spiritualità  vissuta attraverso le forme della convivenza umana con lo scoutismo. Figlio d'arte, nato nel profumo dei fogli lucidi, della china e della cupola della Cattedrale, lasciava spesso alla matita la parola. Le chiose delicate sui margini e le sottolineature delle frasi più significative attribuivano ai libri profondità e arricchimento. Capaci di aggiungere valore a concetti e riflessioni. Un elevatore di muri di pietra per confinare la parte grigia della città, nella sua attività di dirigente del Comune di Lamezia. Ancora aleggiano la sua sottile ironia e la sua delicatezza. Faceva dell'ascolto uno strumento di disarmo e di convincimento. La sua è stata la stagione dei primi concorsi di urbanistica in città, una disciplina coniugata con il bisogno fisico e intellettivo di salvaguardia del territorio e di conservazione della memoria. Con l'Ingegnere Mario Cuiuli se n'è andato tutto questo.

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