Elezioni regionali 2017: tra gattopardo e gattoperdo

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà
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pino_gulla-11152017-085349.jpgGattoperdo. Il gioco di parole l’ho sentito a “L’aria che tira”, la trasmissione de La 7, condotta da Myrta Merlino, in onda alle 11:00, il giorno dopo i risultati elettorali regionali in Sicilia. L’ha pronunciata efficacemente, in pieno talk show televisivo, Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore arguto. Ha pubblicato nel 2014 Buttanissima Sicilia. Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina. Un solo passaggio per ragioni di brevità: “Ed è il grande bluff, il Crocetta. Ha preso voti perché, come ha detto fino a sgolarsi Leoluca Orlando, lui è solo il continuatore di Raffaele Lombardo, con Beppe Lumia e Antonello Cracolici azionisti di maggioranza”. Il Gattopardo è onnipresente nella politica siciliana del Terzo Millennio e sembra dilagare per l’intera Penisola. Un mese fa un altro libro dello stesso autore, una continuazione del precedente, Strabuttanissima Sicilia. Quale rovina dopo Crocetta? Come Buttanissima Sicilia, Strabuttanissima Sicilia diventerà spettacolo teatrale. E continua il gattopardismo. E’ lo stesso Buttafuoco a dirlo a chiare lettere: “Dopo Buttanissima Sicilia, ecco Strabuttanissima Sicilia per raccontare i guai della terra che dannandosi si ama, una terra che pur davanti all’evidenza del baratto si rifiuta di voler imparare dai suoi errori. Aveva ragione Tomasi di Lampedusa. E noi purtroppo torto. Nulla, infatti cambia”.

Il Gattoperdo, invece, è una battuta-ironico satirica; fa sorridere, nello stesso tempo ti induce a pensare. Riso e amarezza insieme.Riguarda il day after elettorale successivo a Crocetta e la relativa sconfitta degli “sponsor”. Similmente richiama il passato: dalla mafia all’antimafia fino al fallimento dello Statuto speciale, attraversando tutte le problematiche economico-sociali isolane. Per lo scrittore Strabuttanissima Sicilia è stata “compagna elettorale contro una campagna elettorale che conferma purtroppo, chiunque vinca, l’impossibilità di governare la Sicilia”. E allora Gattoperdo guarda pure al futuro in modo negativo. Gattoperdo, pur se variante ironico-satirica, ci fa vedere in maniera nitida passato e presente, con qualche eccezione segnata dal Gattopardo. Sul trascorso si è già scritto qualche rigo sopra. Vediamo ora il presente immediatamente dopo i risultati elettorali. Gattopardo solo per il centrodestra che ha vinto, per adesso, con quasi 100 mila voti, portati, secondo alcuni commentatori, dai candidati cosiddetti impresentabili: “Elezioni contaminate dai voti degli impresentabili”. A campagna elettorale finita, subito l’arresto di un neodeputato del centrodestra. Un altro eletto a sostegno del centrosinistra indagato per “25 euro a voto”. Gattoperdo per i 5 Stelle perché sono arrivati secondi; le aspettative erano altre, in particolare il recupero dell’astensionismo che non c’è stato. Arrestato un candidato dei pentastellati. I probiviri hanno disposto la sospensione. Gattoperdo del Pd con meno della metà dei suffragi rispetto alla tornata elettorale precedente. Mdp e gli altri Gattoperdenti con risultati minimi o appena sopra. Gattoperde sicuramente la partecipazione democratica: affluenza al 46,76%, in calo rispetto all’appuntamento con l’urna di 5 anni fa quando si fermò al 47,41%. Una minoranza è andata a votare; la maggioranza della minoranza che ha votato, andrà a governare. Insomma elezioni contrassegnate dal Gattopardo e dal Gattoperdo.

Corre l’obbligo segnalare “il senno di prima” di due giovani studiosi del Centro italiano studi elettorali (Cise) della Luiss Guido Carli, Vincenzo Emanuele e Alessandro Riggio. La loro indagine, pubblicata 20 giorni prima dell’apertura dei seggi, si è rivelata lungimirante. Riportiamo alcuni virgolettati che evidenziano ciò che poi è successo con molta verosimiglianza: “A ormai 3 settimane dal voto l’esito delle elezioni sembra dipendere in gran parte da un unico fattore: l’affluenza. Se questa si confermerà bassa come nel 2012, o in ulteriore calo, come sembrano documentare i sondaggi in queste settimane, la strada di Musumeci verso Palazzo d’Orleans sarà spianata”. E ancora: “Il traino del voto di preferenza sarà decisivo (…) in un contesto nel quale i partiti si riducono a vuoti contenitori di candidati, privi di legittimazione popolare e politicamente indistinguibili”. Così è accaduto. Come ha sottolineato l’Istituto Cattaneo, le elezioni regionali siciliane sono state caratterizzate da un elettorato fluido che ha orientato suffragi facendo leva sul voto disgiunto. I signori delle preferenze hanno avuto la meglio. Molto probabilmente, migliaia di voti sono trasmigrati dal centrosinistra al centrodestra per consentire ai candidati deputati di salire sul carro del vincitore, come insegnano Il Gattopardo e i Sedara di ieri e di oggi.  Situazioni simili in altre regioni italiane nelle diverse tornate elettorali. Per tornare a Strabuttanissima Sicilia, quelli siciliani saranno risultati circoscritti all’elettorato isolano che “non vuole imparare dai suoi errori” oppure ci potrà essere l’effetto trascinamento sul prossimo voto nazionale? Leader autorevoli cercansi per cambiare strategia e offerta politica.

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