
Poche battute sulla conclusione delle amministrative nelle quali si sono registrati i seguenti fatti: vittoria totale del PD, vittoria dell’astensione e sconfitta del PDL e Cinquestelle. La gente, dunque, ha preferito non votare, anziché dare il voto a Berlusca o al Grillastro. Pensandoci bene, il popolo italiano ha perso la grande occasione di avere una classe politica nuova se anziché i grillini, si fosse fatta avanti una vera nuova classe politica al posto di quella vecchia e corrotta sino al midollo. Il popolo, questa nuova classe politica, l’avrebbe votata, anziché le casalinghe, le precarie e gli studenti fuori corso, votare gli spiantati che tramite internet, e del tutto sconosciuti al popolo, avvalendosi della faccia di Grillo, sono riusciti invece a vedere per la prima volta in vita loro i biglietti da Cinquecento euro e pure a mucchietti. E veniamo a Lamezia, dove succede di tutto e di più, dove un sindaco che da tempo ha perso la sua maggioranza, riesce ugualmente a governare. Il suo è stato un discorso semplice, rivolgendosi a quella che in teoria dovrebbe essere l’opposizione: fate che possa portare a termine due o tre cose e poi nel 2014 mi dimetto (una cosa che non sta né in cielo né in terra) e così evitiamo i Commissari, come invece accadrebbe se cadessi subito. Benché la stampa cittadina abbia presentato la cosa come sancita da un accordo giuridicamente valido tra opposizione e sindaco, fatto che non è, la proposta di Speranza ha funzionato. Ora lui si trova in questa brillante posizione: se l’opposizione si rimangia la fiducia accordatagli, sembrerà che la venuta dei Commissari sia dovuta a essa e quindi Speranza ne uscirebbe illibato. Se, e ormai ci riuscirà, a concludere la consiliatura, Speranza, riuscirà anche a risolvere quei tre grandi nodi che io avevo pensato che non potesse sciogliere, quando il sindaco ha visto sparire la sua maggioranza e ritenevo che si sarebbe andati a votare.
Il sindaco lametino, dopo aver per molto tempo tenuto una posizione subalterna nei riguardi dei, chiamiamoli così “poteri forti” per esempio con politici come Talarico e Galati, si è poi emancipato e oggi, i consiglieri regionali lametini, avranno un nuovo concorrente sulla piazza, ossia Gianni Speranza, che al cento per cento prenderà il posto di uno di loro. Ricordate? Avevo scritto che Speranza, qualora fosse fallito nell’azione amministrativa non riuscendo a portare a termine il Piano regolatore, la questione dei nomadi e via dicendo, non avrebbe potuto proporsi né per le Regionali e né per il Parlamento nazionale. Ed è pure logico, perché la grande piazza elettorale di Lamezia non lo avrebbe votato, avendo constatato il suo fallimento di amministratore. Evidentemente, Talarico e gli altri non hanno letto quanto io ho scritto, perché se lo avessero fatto, non avrebbero consentito a Speranza di avere successo nel suo progetto. Questo io lo dico nell’interesse politico e personale di chi non è stato attento e sveglio a quanto accadeva sul proprio territorio ma a me, in nome della città di Lamezia, non dispiace affatto che il sindaco possa portare a termine il suo mandato (ripeto: le dimissioni del 2014 non stanno né in cielo e né in terra). Politicamente, sarebbe stato meglio che Speranza fosse caduto al momento della venuta meno della sua stessa maggioranza, dico politicamente per Talarico e soci che evidentemente hanno sottovalutato il fenomeno Speranza (evidentemente, avendolo sperimentato, pensavano di averlo sotto controllo). Ma si può fermare una forza politica che avanza con prepotenza e con abilità che nessuno avrebbe prima pensato lui avesse?
Si può sottovalutare un Balotelli, ma evidentemente non un SuperBalotelli come ha dimostrato di essere il nostro sindaco, sia pure in presenza di avversari veramente modesti. Complimenti, Gianni e buona fortuna. Continuerò a vigilare per il bene della città, in cui si è avvertito odore di elezioni, facendo spuntare i soliti numerosi, o presunti tali, aspiranti sindaci di Lamezia, con qualcuno di questi che dovrebbe essere logorato come il cappotto di un barbone.

di Tonino Iacopetta
Gli avvenimenti si accavallano in modo precipitoso riguardo a quanto da me scritto su Lamezia. Cominciamo dal sindaco Speranza che - dopo essersi pubblicamente aperto con la cittadinanza su quanto da lui fatto in sette anni di governo cittadino, ovviamente elencando le cose già fatte e quelle ancora da fare, se solo ne avesse il tempo (ma due anni non bastano) - sulla scia del finanziamento di ben trenta milioni per il Piano della città si è dichiarato disponibile ad aprire pienamente al PD. Eppure io sono scettico perché, in effetti, il PD chiede in buona sostanza che il sindaco faccia un passo indietro di quasi trecento grandi su quanto attiene al Piano strutturale, obbiettivo sulla cui realizzazione si gioca tutta quanta la credibilità di Speranza, per dire solo la cosa più importante. Tuttavia penso che con un compromesso e qualche altro boccone amaro da ingoiare da parte del PD, si potrà andare avanti.
E veniamo all’altra novità che riguarda Lamezia però inserita in un contesto nazionale, vale a dire le elezioni politiche del 24/25 febbraio. Tra le tante inaugurazioni di campagne elettorali, ho scelto di essere presente a quella dell’UDC con annesso Monti, per via del Senato. Premesso che io non ho assistito all’evento con Cesa protagonista per spirito di Partito ma solo come modesto commentatore abituale del mio giornale, dove sono uno dei tanti opinionisti, devo dire che ho assistito ad una convention molto interessante, dove si è parlato anche dei problemi di Lamezia; anzi, per questo motivo io vi ero andato, oltre che per vedere all’opera uno sei più meritevoli politici lametini e regionale che attualmente sono in attività e cioè Franco Talarico, il presidente del Consiglio regionale calabrese. Mi è sembrato opportuno che il capolista alla Camera in Calabria sia Cesa, visto il suo impegno riguardante la minacciata soppressione di ben quattro tribunali lametini che, grazie a lui, non è avvenuta al novanta per cento, salvando così il Tribunale di Lamezia. Prima dell’intervento finale di Cesa, erano intervenuti Trematerra, Occhiutto e quindi, cosa che interessa più direttamente Lamezia, Franco Talarico. Il suo intervento è stato asciutto e convincente, a riprova che finalmente la Calabria intera ha trovato un politico emergente privo di retorica e badante principalmente ai fatti. Non c’è politica che conti se in chi la fa non c’è passione, e non c’è passione che a volte faccia anche sbagliare, ma sbagliare per amore è peccato, o almeno non è peccato grave.
Certo, bisogna sapere anche votare, tenuto presente, vero record mondiale, che di Lamezia sono ventuno gli aspiranti parlamentari, pensate un po’! Intanto, io alla Camera e al Senato punterei su quei candidati che sono quasi sicuri di vincere, stando al numero di voto che prenderà il rispettivo Partito e stando pure alla posizione in lista. Non faccio nomi e non faccio inviti a votare per l’uno o per l’altro ma come lametino guarderei al cinquanta per cento alle proprie convinzioni politiche e per l’altro cinquanta a quanto potranno fare per la città i possibili eletti, realisticamente parlando, senza contare che sino alla settimana ultima che precederà il voto ci potranno essere tantissime sorprese, alla faccia degli attuali sondaggi; non che non vinca Bersani, ci mancherebbe altro; solo che bisognerà guardare come vincerà; voglio dire che alla fine la vittoria scontata di Bersani e compagnia sia un bene per l’intera nazione e non la riedizione del governo Prodi in versione più castigata. Tra l’altro, Capitan Fracassa, ovvero Berlusconi, dopo essersi giocato il primo asso che aveva nella manica cioè l’abolizione immediata dell’IMU, a cui nessuno ha dato credito, potrebbe avere un qualche altro asso che potendo fare risparmiare agli italiani un tre/quattro mila euro l’anno… Io credo di conoscerlo ma non voglio rivelarlo per non bruciarlo, perché non mi pare giusto nei confronti di Berlusconi e perché non voglio essere di parte nella veste, sia pure modesta che ricopro di opinionista. A proposito, siete in regola con il bollo dell’auto?
Di Tonino Iacopetta
Faccio fatica a parlare del sindaco Speranza, della sua voglia di continuare a fare il sindaco di Lamezia e di non pensare affatto al Parlamento, essendo così gravi e incurabili i mali della Nazione. Ad ogni modo pensiamo per buono quello che lui dice e non pensiamoci più, senza contare che i problemi della nostra città continuano a essere gravi quanto quelli dell’intera nazione. A cominciare della sicurezza, visto che si ricomincia secondo un antico rituale e che sembra dismesso, a fare fuoco in pieno giorno, tipo bomba intimidatoria, presumibilmente, in pieno centro; con il contorno di altri attentati notturni e anche in pieno giorno o comunque nel corso della giornata, interessando questa volta la periferia della città. E non credo che sia finita qua anche se lo spero tanto. Per tutta la città, ma soprattutto dove più sono concentrati gli esercizi commerciali, accanto ai cassonetti della spazzatura si accatasta un sacco di rifiuti impropri che non solo non abbelliscono la città ma creano problemi di ogni sorta e visto che ancora non siamo a Napoli, si potrebbe prendere qualche rimedio, potendo senz’altro, volendo non saprei.
E, ancor; pur essendo Lamezia, la città famosa in tutto il mondo ormai grazie anche alla trasmissione televisiva le iene, per avere trenta sportelli per soli settantamila abitanti, pur essendo Lamezia percorsa giorno e notte da automobili di grossa cilindrata con il contorno di potenti moto, pur essendo Lamezia una città non scarsa di boutique e costellata di centri commercial, pur essendo tutto questo e altro, mi sapete dire che cavolo ci sta a fare una disoccupazione allarmante e soprattutto giovanile, ammesso poi che quei giovani che hanno trovato lavoro siano adeguatamente retribuiti? Avete sentito bene? Figuriamoci allora veramente se uno a Lamezia perde il sonno pensando al dilemma di Speranza: essere o non essere parlamentare. Sia chiaro comunque una cosa e cioè che raramente a Lamezia abbiamo avuto sindaci dell’onestà e della trasparenza di Speranza; sotto questo punto di vista magari ne avessimo avuto sindaci come lui, per quello che abbiamo visto e constatato a Lamezia, dove fare il sindaco è come vincere la lotteria di capodanno. Anche se questo è vero non solo per Lamezia e non solo per l’incarico di sindaco ma per qualsiasi altro ruolo istituzionale in Italia. Tanto è vero che si è venuta creando una casta politica intoccabile, senza badare al colore politico, come dimostra la compattezza da destra all’estrema sinistra nel difendere il finanziamento pubblico ai partiti. Bastava almeno che uno, uno solo dei politici (si fa per dire) italiani avesse avuto il coraggio di dire queste parole: Cittadini italiani, voi che nella stragrande maggioranza siete stati economicamente torturati dalla banda Monti perché a loro dire occorre salvare l’Italia in grave crisi e per non finire come la Grecia, vedete come anche noi politici sappiamo rinunciare in parte al finanziamento, non a tutto ma in parte, anche per evitare che i con i miliardi di voi poveri cittadini mentecatti molti di noi si diano agli stravizi! Credetemi, nessun esponente di nessun partito (Aho, Bersani, ma che leader sei di un Partito operaio!) fare un discorso di questo genere. Oppure qualche parlamentare che avesse detto: Visto che gli italiani, anche quelli più economicamente scassati, fanno tanti sacrifici, noi che abbiamo al contrario infiniti privilegi e stipendi quasi uguali a quelli dei semplici consiglieri regionali, che stanno, volendo, ancora meglio di noi, riduciamoci sensibilmente stipendio e privilegi. Macché invece io ho sentito con le mie orecchie sostenere da parte loro che l’attuale loro stipendio è insufficiente per i compiti che hanno e hanno gridato pure: andate invece a controllare quanto guadagnano dirigenti, giornalisti e altri!
Andiamo proprio di bene in meglio ed ecco perché quando io incappo in una persona onesta e pulita come il nostro sindaco sono felice. Peccato che la sola onestà non basti a risolvere alcun problema cittadino perché anzi speranza di problemi ne ha creati ancora di più. Abbiamo sotto gli occhi la continua ed estenuante lotta politica che da sette anni impedisce la risoluzione dei problemi anche perché la lotta politica si svolge in casa, mentre a Lamezia esiste l’opposizione più morbida del mondo (chissà poi perché…). Sindaco, vorrei che tu fossi arzillo quanto onesto, capace amministratore quanto onesto, saresti perfetto anche se così non saresti più Speranza. In passato qualche illusione me la ero fatta con il non più assessore grasso all’istruzione ma a quanto pare Tano non è riuscito a operare per come lui voleva, adesso è entrato in Giunta una persona abbastanza capace come Enzo cittadino e spero che almeno lui riesca a fare quello che ritiene giusto per la città. Quanto alla Multiservizi, nonostante gli enormi problemi in cui si trova coinvolta, non me la sento di crocifiggere Fernando Miletta, soprattutto pensando a come in passato tanti personaggi hanno tentato la scalata a questa azienda non certo con l’intenzione di fare prima di tutto l’interesse dei cittadini ma il proprio o nel migliore dei casi il bene del partito d’appartenenza o comunque di chi lo ha fatto sedere su questa poltrona così ardentemente ambita, visto poi che esistono tanti problemi intorno ad essa. Ma, se io sapessi rispondere a questa domanda, saprei pure perché l’Italia ha uno dei più grandi debiti pubblici al mondo!
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