L’Illuminismo nella Calabria del Settecento

Scritto da  Pubblicato in Francesco Vescio

francesco_vescio-ok_48ed3-1_c2018_736f4_c645b.jpgIl Settecento è caratterizzato nella storiografia occidentale come il secolo dei Lumi; tale denominazione  ha inteso ed intende evidenziare la grande rilevanza storica che l’uso della ragione ha assunto per l’umanità in quanto facoltà ritenuta capace di far conoscere all’uomo l’intima realtà della natura e di sé stesso e,   inoltre, di dargli la possibilità  di costruire un mondo migliore per tutti su una base esclusivamente razionale. La luce della ragione, secondo gli illuministi, avrebbe rischiarato il mondo intero e liberato definitivamente l’uomo dalle superstizioni e dall’ignoranza. Gli illuministi intendevano rompere con il passato e con le sue istituzioni politiche, giuridiche, sociali e, nello stesso tempo, costruire, dappertutto nel mondo, una società nuova: libera e razionale. Nel presente scritto inizialmente si tratterà dei più significativi aspetti dell’Illuminismo in Europa e nel regno di Napoli e successivamente si darà conto delle particolari caratteristiche che esso assunse in Calabria.

Nel brano successivo vengono delineati i più importanti principi illuministi e le varie declinazioni che essi ebbero in Europa ed in Italia: “Né l’autorità, né la tradizione, né  la rivelazione possono sostituire la ragione e tutto ciò che la ragione non accetta, deve essere respinto come inganno e superstizione. Gli errori più gravi che gli uomini possono commettere non derivano dall’insufficienza del sapere, ma dalla pretesa di affermare una verità che non possa in qualche modo essere dimostrata dalla ragione e dall’esperienza. Comune agli illuministi è l’idea di progresso, che è insieme continuo arricchimento di sapere e continuo miglioramento delle condizioni di vita degli uomini. Conoscere la natura e le sue leggi significa infatti disciplinarne le forze e metterle al servizio dell’umanità. Il dominio della ragione nella vita sociale- che presuppone naturalmente la contestazione e l’abbattimento del sistema che si è formato sulla base del pregiudizio e dell’errore – apre dunque la via alla << pubblica felicità>> ed è la base sulla quale si fondano la libertà, l’eguaglianza e la fraternità degli uomini […] Una nuova concezione del mondo non poteva non comportare anche l’impegno di rinnovare le istituzioni politiche. La ricerca della direzione in cui ciò doveva andare fu uno degli aspetti più fecondi del movimento illuministico […] Lo Stato si identifica col popolo, il quale crea organi di governo come semplici strumenti del suo potere, al suo servizio […] Se dalla Francia l’illuminismo ricevette il più potente impulso ed il maggiore contributo, il movimento ebbe però carattere universale. Gli intellettuali francesi intrecciarono intensi rapporti con molti pensatori e studiosi di altri paesi, che non si limitarono ad accogliere suggestioni, tradurre opere, diffondere idee, ma diedero contributi originali creando un clima fecondo di collaborazione internazionale e di scambio continuo di esperienze […] Anche in Italia la rinascita della cultura e la ripresa della lotta politica coincisero con la formazione del movimento illuministico, attraverso il quale si creò una volontà collettiva ed una forza politica capace di indicare i problemi della società, di organizzare l’opposizione al vecchio regime, di proporre una linea di sviluppo […] A Napoli, Antonio Genovesi, che ricoprì la prima cattedra universitaria europea di economia politica, fu il promotore del movimento e l’antesignano della polemica contro la cultura teologizzante, retorica e formalistica che allora dominava, in nome di concreti interessi economici, politici e sociali “(Rosario Villari, Storia dell’Europa Contemporanea, Laterza, Roma- Bari, 1972, pp. 14-21).                                                              

La grave situazione  di crisi  politica, amministrativa, economica e sociale a cui cercarono di porre rimedio gli intellettuali illuministi calabresi con i loro studi, ricerche, proposte e concreti impegni personali è delineata negli aspetti più rilevanti nel brano che segue: “In questo esiguo segmento del tardo Settecento calabrese, allorché l’arcaicità del mondo calabrese non viene più assunta, con finalità difensive, a <<valore>> o a <<segno>> di una società, per la prima volta il sottosviluppo civile e morale della Calabria viene constatato come un dato di fatto, spogliato però delle troppo facili approssimazioni etnologiche, storicizzato ( feudalità, chiesa, ignoranza e superstizione indotte, miseria non alleviata ) e quindi visto come un grande nodo problematico da sciogliere. Ma all’interno di questa nuova prospettiva, agli occhi dell’intelligencija riformatrice di Calabria, l’esistente, e quindi il caos attuale, è assai più significativo delle cause che lo hanno determinato: è questo caos che è contro la storia. E ancora- e qui sta la peculiarità del periodo, denso di esigenze radicali di riforme-, se visitatori e viaggiatori (stranieri soprattutto) tendono a riconoscere l’arretratezza della Calabria, ma per poi salvarne in toto  [Espressione latina= in generale, nel suo insieme, N. d. R.] la società (bontà naturale, schiettezza di sentimenti, generosità, salute, ecc.), caricando di responsabilità gli altri e il passato, gli intellettuali di Calabria, invece, sono portati ad approfondire il solco tra la corposa Calabria dell’arretratezza, dell’ignoranza, della rassegnazione- che è poi la Calabria del contadiname e dei suoi despoti, materiali e spirituali, nobiltà e clero – e l’intellettualità locale incline alle riforme, che rifiuta e respinge quel mondo, e che vuole redimerlo ab imis [ Espressione latina = ab imis  (fundamentis), dalle fondamenta più profonde, totalmente, in tutte le parti;  oggi si direbbe: radicalmente, N. d. R. ] , e trasformarlo anche contro il suo volere, al fine di edificare una nuova Calabria sulle ceneri dell’antica” (Augusto Placanica, Calabria in idea, in ‘Storia d’Italia- Le Regioni dall’Unità ad oggi- La Calabria’, a cura di Piero Bevilacqua e Augusto Placanica, Einaudi, Torino, 1985, p. 595).                                                                                                                                                     

Al fine di esplicitare in modo più puntuale le problematiche affrontate dagli intellettuali riformisti calabresi  di seguito si riporta il seguente testo riguardante l’Illuminismo  in Calabria ed un sintetico profilo di due fra i maggiori esponenti dello stesso: “Nel Settecento si cominciò a parlare sempre più di Ragione. Le parole più ripetute erano Luce, Rischiaramento. La Ragione era chiamata a illuminare la mente degli uomini, a spazzare via paure, pregiudizi, vecchie idee e vecchi valori. Ebbe l’Illuminismo nascita in Francia e da lì si propagò in tutta l’Europa e in Italia. Gli intellettuali meridionali e calabresi non si chiusero in sé, e parteciparono al nuovo moto di cultura con spirito originale […] Domenico Grimaldi nacque a Seminara in provincia di Reggio nel 1735. Studiò legge a Napoli e fu allievo di Antonio Genovesi ( 1713-1769). Viaggiò per conoscere e studiare le nuove tecniche di coltivazione della terra. Si applicò soprattutto allo studio dell’agricoltura calabrese, che ieri, come oggi, era arretrata. Altrove, però, l’agricoltura era fiorente. Per rendersi conto dei difetti dell’agricoltura calabrese, Domenico Grimaldi fece dei viaggi in Francia, in Svizzera, in Piemonte. In queste Nazioni conobbe tecniche e mezzi moderni di lavorazione della terra, della seta, dell’olio. Per prima cosa, egli utilizzò questi mezzi moderni, come i molini, i frantoi di fabbricazione piemontese, nelle sue terre. Fu grande novità la potatura degli ulivi. E fu grande novità pure la introduzione della coltivazione delle patate e del cotone e la rotazione nella semina del grano. Il suo pensiero sul rinnovamento e la modernizzazione dell’agricoltura calabrese Domenico Grimaldi lo affida all’opera Saggio di  economia campestre per la Calabria ultra (1770) “ . Sceglie la ragione per illuminare “gli amatori del pubblico bene” […] Antonio Jerocades nacque a Parghelia (Vibo Valentia) nel 1738 . Studiò nel Seminario di Tropea sotto la guida di Giovanni Andrea Serrao [Filadelfia (Catanzaro) 1731], eminente prelato, vescovo di Potenza, pensatore di rilievo, ucciso il 24 febbraio 1799 dai sanfedisti del cardinale Fabrizio Ruffo, che esibirono per le vie della città la sua testa infilzata in una picca. A Napoli il Jerocades entrò nella cerchia di Francesco Mario Pagano (1742-1799), Gaetano Filangieri ( 1753-1788) , Nicola Cirillo e il conterraneo Domenico Grimaldi. Vestì l’abito talare, ma questo non gli impedì di essere illuminista, giacobino, massone. Subì persecuzione e carcere […] Vico è il pensatore che si sente di più nella sua formazione, e sin da quando scrive il Saggio dell’umano sapere ad uso de’ giovanetti di Pargalia (Napoli 1768 )  […] Nei “casali delle Provincie s’insegnano quelle facoltà che servono alle gran Capitali. E voi troverete un Cicerone De officiis, un Orazio, un Virgilio in mano d’un ragazzetto, che non sa far altro che un latinello de’ Neutri; la Fisica di Newton e la Matematica di Wolfio in mano d’un giovinetto, che non ha altro strumento, che la marra del Padre, e lo Spirito delle Leggi di Montesquieu in mano d’un galantuomo , che non ha altro Stato, che la sua famigliuola (A. Jerocades, Prefazione al Saggio dell’umano sapere, cit., pag.13). Quel che occorre è un rovesciamento di questa impostazione umanistico-retorica. La Calabria ha bisogno di scuole di agricoltura, di commercio, di arte nautica nelle quali s’insegnino le lingue straniere e il diritto. Nell’Ottocento sarà questa la posizione del milanese Carlo Cattaneo” (Pasquino Crupi, Sommario di Storia della Letteratura Calabrese per insegnanti di lingua italiana all’estero-Profili 1, International AM Edizioni, Reggio Calabria, 2002, pp.86-91). Dalle note sopra riportate si può dedurre che il movimento illuminista  segnò un momento decisivo verso il rinnovamento culturale e civile della regione.                                                                                                                    

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